Da Sarno a Ischia, l'altalena dei commissari

Dalla tragedia del '98 dieci anni di ricostruzione e prevenzione: fiumi di fango e di denaro
7 gennaio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Fango a Sarno Sette emergenze idrogeologiche in dieci anni. Nessuna si è risolta nel tempo previsto, tanto che le strutture commissariali create per affrontarle sono state prorogate fino al 2008. E tutte hanno fatto capo ai presidenti della Regione che si sono succeduti in quegli anni, Antonio Rastrelli, Andrea Losco e Antonio Bassolino. Il primo commissario fu nominato con l’ordinanza del 25 gennaio del 1997 a seguito degli alluvioni del novembre e del dicembre 1996 e del gennaio del 1997 che aveva provocato 4 morti a Castellammare coinvolgendo 212 comuni e facendo franare la strada statale 145 della penisola sorrentina in località Pozzano. Ischia Il 30 aprile 2006 lo smottamento di Monte Viezzi uccide quattro persone e viene dichiarata una nuova emergenza Per gli interventi furono stanziati 5 miliardi e per i tecnici da coinvolgere altri 700 milioni ai quali furono aggiunti altri 22 miliardi con una nuova ordinanza appena un mese dopo che aumentò considerevolmente anche il numero degli esperti da utilizzare e il numero di ore di straordinario di cui i dipendenti degli enti interessati potevano usufruire. Un sistema che andrà avanti fino all’aprile del 2008 grazie alle proroghe annuali con successivi stanziamenti. Nel maggio del ’98 straripa il fiume Sarno provocando 160 vittime nei comuni di Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello e coinvolgendo i territori delle province di Avellino, Salerno e Caserta. Questa volta si comincia con uno stanziamento di una ventina di miliardi per tamponare l’emergenza e vengono istituito un comitato presieduto dal capo della protezione civile (allora era Franco Barberi) e un gruppo di lavoro formato da tecnici ed esperti. Negli anni successivi si sono contati venti interventi legislativi e una spesa di 500 milioni di euro. Nocera Frana a Nocera nel 2005: in localit√† vescovado uno smottamento provoca tre vittime. Nello stesso anno un morto anche in Irpinia. L’ultima proroga allo stato di emergenza è del maggio 2007. Si prevedeva la realizzazione collettori fognari, impianti di depurazione, bonifica dei corsi d’acqua e controllo delle imprese conciarie della zona. Un programma ambizioso la cui realizzazione non ha mancato di provocare polemiche. Nel 2010 per Sarno erano stati completati 90 interventi e ricostruite 160 case, mentre restavano ancora senza tetto 27 famiglie che continuavano a percepire un sussidio di 300 euro. Sono stati realizzati 20 chilometri di canali e 11 vasche di raccolta, ma non è mai stato risolto il nodo della manutenzione. Il 16 dicembre del 1999 una frana uccide dei sei persone tra Cervinara e San Martino Valle Caudina. Nuovo commissariamento, nuove nomine di esperti e di tecnici, nuove esenzioni fiscali e promesse a go-go. Cervinara Nel 1999 una frana travolge le case di Cervinara e San Martino Valle Caudina: muoiono sei persone. Le cronache delle commemorazioni degli anni successivi sono il racconto di una ricostruzione mancata, ma l’ultima proroga viene varata nel 2007 e copre il 2008. Tra agosto e settembre del 2001 a Napoli e dintorni piove a dirotto, ci sono allagamenti e frane. Due le vittime. Emergenza dichiarata e per la realizzazione dei primi interventi urgenti il fondo per la protezione civile viene integrato da 50 miliardi di lire. Nuove piogge nel gennaio 2003, non ci sono vittime ma c’è una nuova nomina a commissario del presidente della regione Campania. Proroghe fino al giugno 2006. Nel 2005 l’emergenza è targata Nocera. Uno smottamento in località Vescovado provoca 3 vittime. Un morto anche in Irpinia ancora in seguito a un’altra frana. A dicembre dello stesso anno viene nominato un commissario. Il 30 aprile del 2006 lo smottamento del Monte Viezzi a Ischia uccide 4 persone (un padre con tre figlie) e viene dichiarata una nuova emergenza. L’ultimo commissariamento, ancora nel 2006 è per la frana di Montaguto. Quattro anni dopo il terreno crollerà ancora. E questa volta in maniera più grave. La ferrovia, che già era stata bloccata nel 2006 resterà ferma ancora una volta.

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