Pianodardine, comincia l'epoca dei guadagni

Prime stime per la lavorazione delle 250 tonnellate di rifiuti da trattare ogni giorno allo Stir
6 gennaio 2011 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Pianodardine Una solidarietà vantaggiosa. L'intesa sottoscritta a palazzo Chigi dal presidente Sibilia offre una doppia lettura: se, da un lato, l'Irpinia continua ad assicurare sostegno alla provincia di Napoli, dall'altro ricava un ritorno concreto, quantificabile in termini economici e non solo. Il primo effetto riguarda la capacità di aver offerto solidarietà preservando la discarica di Savignano: perché le 250 tonnellate di rifiuti al giorno che arriveranno presso lo Stir (ex Cdr) di Pianodardine consentiranno un utilizzo a regime dell'impianto. Finora, la struttura - in grado di lavorare fino a 400 tonnellate quotidiane di immondizia - ha trattato tra le 150 e le 180 tonnellate, arrivando a rari picchi di 200 tonnellate. Poco incide, ai fini dei processi lavorativi, il tipo di rifiuto che arriva, da tritovagliare e dividere: la parte umida, cosiddetta fos (frazione organica stabilizzata) - circa il 60% del rifiuto iniziale - verrà trasferita a Pustarza. La parte secca sarà dirottata, invece, al termovalorizzatore di Acerra. Rispetto alle 400 tonnellate (di cui 150 irpine) che arriveranno allo Stir di Pianodardine, dunque, 240 prenderanno la via di Savignano, altre 160 andranno verso Acerra. Con l'ulteriore quantitativo che la provincia di Avellino può trasferire al termovalorizzatore - secondo l'accordo lo stesso tonnellaggio in entrata dal napoletano allo Stir - IrpiniAmbiente sta smaltendo le numerose ecoballe stoccate a Pianodardine. Il vantaggio, in termini economici, coincide con un risparmio: l’Irpinia non pagherà più le 26 euro a tonnellata, necessarie per trasferire rifiuto ad Acerra. Escludendo lo smaltimento delle ecoballe, IrpiniAmbiente evita una spesa quantificabile in poco più di millecinquecento euro al giorno, oltre mezzo milione in un anno. Questo non inciderà, però, sulla tassa che andranno a pagare i cittadini. «Il beneficio per le collettività - spiega Felicio De Luca, professionista che ha redatto il piano industriale di IrpiniAmbiente - riguarda l'aumento delle quote di ristoro per Avellino e i centri limitrofi». De Luca non esclude, tra l'altro, «la possibilità, in tempi brevi, di ottenere l'autorizzazione allo smaltimento delle balle che sono ancora sotto sequestro nel piazzale dello Stir». Quanto alla tassa, invece, «non deve spaventare il valore di 156 euro/abitante che abbiamo calcolato, attraverso una media ponderata, nel piano industriale. Ci sono comuni i cui cittadini potrebbero ottenere anche un risparmio rispetto alla Tarsu del 2008». Il buon risultato maturato a Roma va di pari passo con le difficoltà della vertenza per l’acquisizione del personale del comparto. «Abbiamo accettato tutte le richieste del sindacato, dal mantenimento dei livelli occupazionali al passaggio a 36 ore - continua De Luca - ma sul contratto non cediamo: tutte le società pubbliche del settore, in ogni parte d'Italia, applicano Fise. Poi, abbiamo il dovere di tutelare la stabilità di IrpiniAmbiente. L'Asa, che applica Federambiente in seguito ad un indirizzo che fu fornito soprattutto per i Cosmari, redige i piani industriali allegando le tabelle Fise. Anche nella quantificazione dei costi per servizi richiesti da IrpiniAmbiente sono stati applicati i parametri Fise». Quanto allo slittamento rispetto all'avvio della nuova gestione, De Luca conferma gli annunci dell’ultimo appuntamento in Prefettura. «Il ritardo - chiosa - è dovuto essenzialmente al protrarsi della vertenza per l'acquisizione del personale. Siamo pronti a dare il via alla nuova gestione entro il mese di gennaio: aspettiamo la valutazione del Tribunale per i cespiti dei Cosmari e delle rispettive articolazioni che, per l'Av2, abbiamo già acquisito. In quel caso, ricorreremo ad una cessione di ramo d'azienda, mentre per l'Asa possiamo immaginare un fitto o l'acquisto di singoli beni. Il personale verrà assorbito in maniera contestuale, come richiesto dalle parti sociali, con le quali il confronto resta aperto. Nella fase successiva avvieremo la discussione con i comuni».

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