La rivoluzione del sacchetto ecco gli ispettori in azione

Dal 1 gennaio ammessi solo contenitori ecocompatibili: la mappa delle sanzioni da Caserta a Capua
24 dicembre 2010 - Lorenzo Calò
Fonte: Il Mattino Caserta

Ispettori ecologici pronti a entrare in azione a Caserta, volontari mobilitati un po’ in tutta la provincia, tour de force nelle amministrazioni locali per la distribuzione delle buste biodegradabili. Superato lo scoglio del decreto Milleproroghe che rischiava di far slittare il provvedimento al prossimo aprile, le nuove norme - come anticipato nei giorni scorsi dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo - entreranno in vigore dal primo gennario. Dunque addio sacchetti di plastica: cambia il modo di fare la spesa, andranno in pensione le tradizionali «buste» per lasciare, obbligatoriamente, spazio ai sacchetti biodegradabili o ad altri contenitori «ecologici» in carta, a rete o tessuto. Ma il provvedimento nasconde anche qualche insidia, motivo per il quale molti commercianti hanno salutato sì favorevolmente l’abolizione dei sacchetti di plastica «ma con gradualità e regole, per evitare che la decisione generi caos con ripercussioni negative su imprese e consumatori». Questa, in particolare, la posizione di Federdistribuzione: «Condividiamo da sempre gli obiettivi di tutela ambientale che ispirano l’abolizione dei sacchetti di plastica ma la politica deve metterci a disposizione regole e strumenti per operare al meglio, senza che scelte pur corrette finiscano poi per penalizzare ancora una volta consumatori o imprese». Secondo l’associazione che raggruppa le principali aziende della grande distribuzione italiane, la norma comporterebbe infatti «più di un problema concreto». Con un rebus in più: che fine faranno tutti quei sacchetti «old style», già prodotti? Ecco perché i distributori hanno chiesto la possibilità di esaurire le scorte tuttora in giacenza e tarare così la quantità dei nuovi sacchetti. Ma intanto i Comuni si preparano: «Già da tempo come amministrazione ci eravamo posti questo problema - ragiona il sindaco (dimissionario) di Caserta Nicodemo Petteruti - e siamo consapevoli che la rivoluzione del sacchetto avrà un impatto non trascurabile sull’organizzazione commerciale, sugli usi e le abitudini delle famiglie. Affiancheremo le organizzazioni di categoria: questa era un’esigenza per altro già contenuta nel nostro programma. L’assessore al ramo sta già approntando un codice di intervento - chiarisce Petteruti - potremmo utilizzare la polizia municipale e gli ispettori ecologici nelle operazioni di vigilanza e controllo». Un plauso al provvedimento arriva anche da Vincenzo Cenname, il sindaco (romosso) di Camigliano: «Certo - commenta - una norma che arriva con tre anni di ritardo. Darò sicuramente il mio contributo per facilitare la distribuzione e la consegna dei nuovi sacchetti. Queste disposizioni rappresentano un importante passo in avanti nella tutela dell’ambiente». Ampio e articolato il piano di interventi che sta mettendo a punto il comune di Capua: «Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto picchi fino al 45 per cento di differenziata - dice il primo cittadino Carmine Antropoli - e l’obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili darà sicuramente un impulso». Ma c’è di più: secondo il recente riparto dei fondi destinati alle quote di ristoro ambientale, a Capua è stato assegnato un milione e 150 mila euro. Come saranno impiegati? «Pensiamo di investirli - annuncia Antropoli - in un progetto di bonifica e riqualificazione dell’area del Frascale, oggi assediata dalle ecoballe». Già emanata invece l’ordinanza del sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, che ha avvertito tutti gli esercizi commerciali dell’imminente entrata in vigore delle nuove norme: i residenti dovranno utilizzare o sacchetti monouso in carta o biodegradabili, ovvero in stoffa o tessuto. Salate le multe per chi contravviene: da 27,50 euro a 150, sanzione raddoppiata per i recidivi. Un plauso all’iniziativa, infine, giunge anche dalle associazioni ambientaliste che, come Legambiente, hanno sposato sin da subito la linea del ministro Prestigiacomo. D’accordo anche Francesco Della Corte e Vincenzo Pepe di FareAmbiente: «Ringraziamo il ministro Prestigiacomo per non aver concesso la proroga sulle buste di plastica biodegradabili e di aver sostenuto le ragioni della salvaguardia ambientale a dispetto delle pressioni e dei problemi che tutto questo ha comportato». Ora va seguito con attenzione il meccanismo del passaggio dai vecchi sacchetti ai contenitori ecosostenibili, una fase non certo traumatica. Ma neppure automatica.

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