Sulle nuove discariche ora decideranno i prefetti

Ok alla camera, il testo diventa legge. Ma le problematiche finanziarie saranno riprese nel decreto "mille proroghe"
22 dicembre 2010 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Ci saranno nuove discariche in Campania e a individuarle non saranno gli amministratori, ma i commissari scelti tra i prefetti dal governatore Stefano Caldoro: lo ha deciso ieri la Camera approvando con il voto contrario del Pd e dell'Idv il decreto rifiuti che dovrà ora andare al Senato. Ma non è questa la sola modifica al decreto 196 approvato a novembre. Nell'articolo 1, infatti, si stabilisce che il presidente della Regione debba (e non possa come nella precedente versione) nominare dei commissari ad acta per i termovalorizzatori e si disegnano le procedure abbreviate da seguire per arrivare in tempi celeri alle gare. I commissari dovranno essere scelti tra i prefetti, i magistrati, i professori universitari e gli avvocati dello Stato e avranno anche il potere di acquisire le aree. Una norma che dovrebbe puntare a spuntare le armi del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che in opposizione al presidente della Provincia, Edomondo Cirielli, mirava a gestire il termovalorizzatore salernitano. L'articolo 1 bis, quello che proroga ai Comuni il compito di provvedere alla raccolta, allo spazzamento e alla riscossione della Tia o della Tarsu, dovrà essere ripreso dal «milleproroghe» perché difficilmente la norma definitiva potrà andare in porto entro il 31 dicembre, termine entro il quale la legge precedente (approvata a febbraio del 2010) affidava il tutto alle Province. Un altro nodo che non è stato sciolto, ma solo rinviato, è quello dei consorzi di bacino: per il personale in esubero sono stati concessi gli ammortizzatori sociali in deroga, ma solo fino al dicembre del 2011. Che cosa succederà dopo non è chiaro. È stato totalmente soppresso già in commissione bilancio per mancanza di copertura finanziaria il commi due bis dell'articolo 2 proposto dall'onorevole Paolo Russo, con il quale si stabiliva che le Province avrebbero riassorbito il personale in esubero dei consorzi che sarebbero poi confluiti nelle altre amministrazioni qualora fossero risultati eccedenti alle necessità. È stato invece stabilito, come richiesto dal presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, lo spacchettamento del consorzio di Napoli (sul quale grava al momento il maggior soprannumero) da quello di Caserta. Dimezzati poi i tempi concessi ai Comuni (da sei a tre mesi) per rispondere agli «avvertimenti» dei prefetti sulla differenziata: poi scatterà il commissariamento ad acta. Immediate le polemiche scatenate dal sì alla Camera. Secondo l'esponente Pdl Paolo Russo, che ha addossato alle amministrazioni di centrosinistra di Napoli e Salerno le difficoltà attuali, il provvedimento «consente di lasciare che i Comuni continuino a fare la raccolta, lo spazzamento ed il trasporto e parimenti a incassare la tarsu come è naturale che sia: finalmente una chiara norma che offre l’opportunità di nominare commissari ad acta per quei Comuni inadempienti ai fini della raccolta differenziata». Opposto il parere di Tino Iannuzzi (Pd) secondo il quale «I miracoli annunciati tante volte da Berlusconi non ci sono stati e non ci saranno». E non solo: «Per le discariche si compie un grave passo indietro, con la previsione della nomina di commissari per nuovi siti. Così si verifica un'ingiustificata ed irresponsabile abdicazione del presidente della Regione. Critici sul ruolo dei commissari anche Enzo Amendola e Fulvio Bonavitacola (Pd) che in una nota congiunta sostengono: «L’unico subentro previsto è ancora, dopo quindici anni, quello degli ennesimi commissari straordinari, che dovrebbero occuparsi ancora delle discariche e dei termovalorizzatori».

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