E in strada ci sono sempre mille tonnellate d’immondizia

Le situazioni più critiche restano quelle del capoluogo e dei comuni dell'hinterland
15 dicembre 2010
Fonte: Il Mattino

Si ritorna a quota mille tonnellate di rifiuti in strada, dopo lo sciopero generale di ieri mattina dei lavoratori delle società operative dei due consorzi. La situazione più grave nel comune capoluogo e nei centri del bacino Avellino 1, quelli serviti dall'Asa. In nottata è ripresa la raccolta e solo in mattinata si potrà fare una prima stima delle quantità raccolte ad Avellino e nei comuni dell'hinterland. Ora, se al tavolo delle trattative con Irpiniambiente, riprenderà la discussione sull'applicazione del contratto (i lavoratori chiedono quello attualmente in vigore Federambiente, la società provinciale avrebbe proposto quello Fise applicato di solito dai privati del settore rifiuti) e sul mantenimento in capo a Irpiniambiente del servizio di spazzamento, si spera che entro Natale si riescano a smaltire le tonnellate di immondizia accumulate in strada. Oltre ad Avellino, che ormai fa contare circa 700 tonnellate in strada, la situazione resta critica nei comuni dell'hinterland: Atripalda, Mercogliano, Solofra, Monteforte. Le capacità operative dell'Asa, del resto, sono strettamente legate al ricorso allo straordinario, attualmente bloccato per lo stato di agitazione decretato dai sindacati. Rimangono ancora irrisolte, del resto, le questioni avanzate dai lavoratori che pure sono finite nella vertenza in atto con la società provinciale e relative allo stato degli automezzi e delle sedi aziendali. Metà del parco macchine dell'azienda di viale Italia rimane indisponibile ed in attesa di manutenzione. Pochi i mezzi recuperati dalle officine in questi giorni e la maggior parte di questi presentano ancora numerose carenze che mettono a rischio il corretto svolgimento del lavoro. Inoltre, i lavoratori, negli ultimi giorni hanno lanciato l'allarme anche sullo stato delle sedi aziendali operative, sullo stato degli spogliatoi, non forniti di acqua calda, sistemati in locali fatiscenti, con i servizi igienici inutilizzabili e spazi angusti ed insufficienti per tutti gli operatori, molti dei quali, dopo il servizio, preferiscono recarsi presso le loro abitazioni per svestire gli abiti da lavoro. In queste condizioni è pressoché impossibile fare previsioni precise sul tempo occorrente per liberare i comuni dai rifiuti stoccati in strada. Intanto, stando alle ultime indicazioni di legge e all'emendamento che consentirebbe ai comuni di mantenere a se le operazioni di raccolta e spazzamento, lasciando alla società provinciale solo la gestione degli impianti, si apre un nuovo fronte vertenziale che coinvolge da vicino i numerosi impiegati dell'Asa e della Ecoservizi. Lo scorporo delle attività e l'affidamento ai comuni, che gestirebbero in proprio la parte economica e gestionale del servizio, infatti determinerebbe un esubero notevole di forza lavoro per Irpiniambiente, nel caso dovesse assorbire tutti gli impiegati senza di fatto rilevare il ramo operativo. Una ipotesi che nelle scorse settimane era stata già palesata dai vertici della società provinciale che nel corso degli incontri avevano prospettato la possibilità di fare ricorso alla cassa integrazione in deroga ed ad un corposo incentivi all'uscita anticipata per i lavoratori vicini alla pensione. Alla ripresa delle trattative, se ma ci sarà, il tavolo si troverà a dover affrontare un nuovo scoglio, determinato anche dall'incertezza legislativa determinatasi dopo la presentazione dell'emendamento che stravolge l'impianto della legge. Non si esclude, inoltre, che Irpiniambiente, sostenuta anche dalla Provincia, possa subordinare la ripresa del confronto al completamento delle operazioni di pulizia delle strade, chiedendo ai sindacati anche la ripresa del lavoro straordinario.

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