Sepe: "Napoli svegliati, è l'ultima occasione"

Giubileo per la città, appello del Cardinale: vicini al declino, l'ostacolo da rimuovere è la camorra
14 dicembre 2010 - Pietro Treccagnoli
Fonte: Il Mattino

Un evento storico per Napoli e un messaggio forte, l’ultimo appello della Chiesa affinché la città non si ritrovi al «punto di non ritorno che la condannerebbe al declino». Il cardinale Crescenzio Sepe usa parole chiare e autorevoli, incarnando e incardinando sempre più nella vita pubblica della nostra tormentata metropoli la sua attività pastorale. Lo fa proprio con una lettera pastorale, «Non chiudete le porte alla Speranza», con la quale annuncia il Giubileo per Napoli. Ed è la prima volta in assoluto nella storia che un avvenimento nodale per il cattolicesimo si svolge per una sola città, con uno spirito che è stato definito «missionario». Sepe, ieri mattina, affiancato da Gennaro Matino, a largo Donnaregina, sede della Curia, ha fornito i dettagli, ma ha spiegato anche il senso profondo di un evento che è civile, nel senso più ampio possibile perché punta a coinvolgere laici e credenti. Dopodomani, una data che coincide con il terzo miracolo annuale di san Gennaro, nella Stazione Marittima, luogo laico e di comunicazione tra gli uomini, comincerà un ciclo annuale che chiamerà all’impegno le istituzioni, la cultura, le imprese, le professioni, i sindacati. Sarà una convocazione e una partenza, che si trasformerà in una fiaccolata silenziosa fino a piazza del Plebiscito. Voleva parteciparvi anche il presidente Napolitano, racconta il cardinale, ma «dovrà rimanere a Roma per gli impegni della crisi politica di questi giorni». Manderà un messaggio. Il Giubileo cittadino è un proseguimento ideale del grande Giubileo del Duemila di Giovanni Paolo II, a dieci anni di distanza dalla sua conclusione, per riprenderne «lo spirito di speranza» e portarlo nel capoluogo campano che «in questi ultimi dieci anni ha vissuto dei momenti difficilissimi». L’evento prevede l’apertura simbolica di quattro porte (Porta San Gennaro, Porta Capuana, Porta Nolana e Port’Alba) e ruoterà attorno alle «Sette opere di Misericordia», capolavoro barocco di Caravaggio. A ciascuna delle opere sarà dedicato un mese dell’anno giubilare, un modo per interrogarsi su «come risolvere il problema di chi ha fame e non solo di cibo» cercando risposte «anche parziali» ma che daranno un significato all’impegno concreto per una «nuova primavera napoletana»: una risposta che potrebbe materializzarsi, secondo il cardinale, in un «opera-segno», una struttura concreta, come ad esempio una grande officina artigianale che dia lavoro ai giovani e stia a testimoniare, visivamente, il passaggio del Giubileo. La lettera pastorale di Sua Eminenza e le parole con le quali l’ha commentata, sono sempre aperte alla speranza, ma sono un monito senza indulgenze per Napoli, per una società e una borghesia troppo spesso assente. «Napoli - ha spiegato Sepe - è dilaniata da una nuova crisi dei rifiuti, che è solo la punta di iceberg, perché si aggiunge ai mali antichi della città, come la violenza organizzata, la mancanza di lavoro, la lacerazione del tessuto urbano e civile. E la Chiesa non può far finta di niente. Vuole, invece, sporcarsi le mani. Non si possono chiudere gli occhi e cadere in preda alla rassegnazione». Nella Lettera è netto: «la camorra resta il primo e più maleficio ostacolo, da rimuovere con ogni mezzo: come è più dell’immondizia per le strade». Sono i cittadini a essere chiamati a un impegno che vada oltre la testimonianza. Il Giubileo cade in un anno che vedrà Napoli impegnata in una campagna elettorale che si annuncia dura. «Noi dialoghiamo con le istituzioni» ha precisato Sepe «a prescindere dal loro colore. Abbiamo registrato una disponibilità totale e vogliamo capire quali progetti concreti realizzare insieme». E aggiunge: «È chiaro che il nostro impegno può essere visto indirettamente come un richiamo alla politica, ma vuole essere un invito a unire le forze di tutta la città». Domenica prossima è prevista la tradizionale asta, per la quale sono già arrivate in dono una magnifica icona russa (regalata da Benedetto XVI) e una preziosa stampa del Quirinale (inviata da Napolitano). I soldi raccolti andranno al Centro di risveglio dal coma del Santobono. Potrebbe essere anche una scelta simbolica da allargare a tutta Napoli che appare da tempo sulla soglia del coma e avrebbe bisogno un centro per il risveglio.

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