Differemziata, sconto tarsu ai cittadini virtuosi

Tassa ai comuni e impianti alle Province: tariffe meno care se si riduce l'immondizia da smaltire
13 dicembre 2010 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

Tarsu più leggera per i Comuni con percentuali elevate di raccolta differenziata. È una delle novità principali della rivoluzione che sta per scattare e che riguarderà da vicino la Campania. L’emendamento al decreto sui rifiuti, che porta la firma del presidente della commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo, sarà oggi in commissione Ambiente: il voto è previsto per domani, mentre mercoledì dovrebbe tenersi la discussione in aula. Sul blocco di correttivi, comunque, c’è già l’intesa tra i gruppi parlamentari, di maggioranza e d’opposizione: in base alla norma, dal primo gennaio 2011 le competenze per la raccolta, lo spazzamento e il trasporto dei rifiuti restano ai Comuni e di fatto si annullano tutte le procedure avviate dalle Province, compresi i previsti bandi di gara per la riscossione della Tarsu (capitolati fino a 1,4 milioni di euro che di fatto non servono più). Tra gli aspetti maggiormente rilevanti c’è, appunto, la differenziata. Una delle voci della tassa, infatti, è riferita allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati: più spazzatura viene inviata agli impianti per essere trattata, più lievitano i costi che ricadono direttamente sui cittadini. È evidente, dunque, che aumentando le percentuali di riciclaggio, si riducono la mole di rifiuti da trattare e le relative spese. «Oggi, invece, il calcolo della tassa include tutte le voci del servizio - spiega Russo - e quindi anche consulenze, voci accessorie ed eventuali sprechi. Il nuovo sistema prevede, insomma, un federalismo spinto che, accanto alla provincializzazione, coinvolge direttamente i comuni. Quelli virtuosi avranno vantaggi immediati e gli altri saranno incentivati ad essere efficienti». Resta da chiarire se l’intervento avrà una durata di due anni o se la modifica normativa assumerà carattere definitivo: «In ogni caso siamo convinti della necessità di importare un modello che nel resto d’Italia funziona perfettamente - aggiunge il parlamentare - L’unica anomalia è rappresentata dalla Campania». La Provincia di Napoli accoglie la notizia con entusiasmo. «Le nostre istanze sono state recepite - dice l’assessore all’Ambiente Giuseppe Caliendo - Un modello del genere punta a istituire un meccanismo virtuoso che coinvolge i cittadini, chiamati a rispettare le regole ed a fare la differenziata. Altrimenti le sanzioni saranno inevitabili». Per l’assessore comunale all’Igiene urbana, Paolo Giacomelli, «l’errore di fondo previsto con la provincializzazione va chiarito in via definitiva. La Tarsu deve restare di competenza dei Comuni e mi auguro che la legge regionale metta fine all’equivoco affidando alle Province compiti di controllo e ai Comuni la gestione».

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