Berlusconi: «La crisi è risolvibile»

4 dicembre 2010 - Tommaso Tammaro
Fonte: Il Roma

NAPOLI. Ribadisce che «la questione dei rifiuti si può concretamente risolvere» e che quindi non preoccupa il "caso Napoli". Era lo scorso 26 novembre quando il premier ribadì: «Napoli tornerà alla normalità in 15 giorni». Allora c'erano in strada 2.700 tonnellate, oggi ce ne sono 1.800. Berlusconi presto farà ritorno in città. Ma è comunque ancora lontano l'azzeramento e dalla scomparsa dei cumuli che invadono le strade. Ma si va avanti.
Solo una boccata d'ossigeno l'accordo siglato con la Puglia. L'esercito, intanto, resta in azione nel capoluogo campano, ieri, soprattutto nei quartieri di Pianura e di Agnano ci sono stati degli interventi. Via l'immondizia dalle zone vicine alle scuole; interventi soprattutto a Montagna Spaccata, assediata. La strada da percorrere di certo non è breve. Lo dice, con un pizzico di preoccupazione, il governatore della Campania, Stefano Caldoro: «Ciò che mi preoccupa è come reggiamo l'urto, tentando di evitare il rischio di una nuova crisi. Il sistema è molto fragile e molto sottodimensionato rispetto alle esigenze di sei milioni di abitanti». «In questi 15 anni - precisa il governatore - l'emergenza ha fatto lievitare in maniera esponenziale i costi. Quando si parla di 2 miliardi di euro è evidente che l'emergenza ha prodotto un esborso di denaro pubblico terribile».
Mentre la Regione aspetta che le Province forniscano i loro piani, così da predisporre un unico piano regionale così come chiesto anche dalla Commissione europea per evitare sanzioni e il blocco dei fondi, accordi sono stati chiusi anche con il Lazio, il Molise, le Marche, la Toscana e l'Emilia. Con altre non c'è storia. Con il Veneto, ad esempio, «c'e un problema antropologico», dice l'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, che tutto quello che sta accadendo preferisce definirlo una «crisi acuta» più che un'emergenza. È un dato, spiega, che bisogna «resistere con il sistema ordinario che abbiamo in Campania per almeno 36 mesi, perché dobbiamo realizzare gli ultimi due impianti di termovalorizzazione». «I 36 mesi - spiega - sono alla nostra portata perché la Campania ha un sistema strutturato di discariche alle quali si unirà a breve un sistema di compostaggio per il trattamento dell'organico».
La Provincia di Napoli, aggiunge ancora Romano, sta individuando i siti per realizzare due discariche consortili «che risolveranno il problema più grosso». Intanto resta aperta la discarica di Terzi-gno, cava Sari. Dopo aver visitato ad inizio settimana l'impianto di Giugliano il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, si è recato per un sopralluogo all'impianto Stir di Tufino. «Ho voluto - ha detto il presidente Cesaro - confrontarmi con gli operai per assicurare loro che, così come per l'impianto di Giugliano, faremo tutto ciò che è necessario per rendere maggiormente operativo ed efficiente anche lo Stir di Tuffino, in linea con quanto stabilito anche nelle riunioni avute con il presidente del Consiglio Berlusconi». Saranno liberati i piazzali e resta l'obiettivo di raggiungere un'impiantistica efficiente per migliorare nello smaltimento dei rifiuti. Oggi alle 10 presso la sede di An-ci Campania ci sarà una riunione della direzione regionale con all'ordine del giorno le iniziative contro il decreto rifiuti. Il governatore campano: «Abbiamo la competenza per quanto riguarda i rifiuti speciali, provvederemo anche per quelli urbani quando le Province ci invieranno i loro piani. Serve un'impiantistica per arrivare a un ciclo produttivo che porti a un prodotto finale valido anche a fini industriali»

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