Politica e clan, Cosentino verso il processo

Avviso di chisura delle indagini preliminari nella vicenda in cui è indagato l'ex sottosegretario
30 novembre 2010 - Dario Del Porto
Fonte: Repubblica Napoli

Cosentino verso il processo. La Procura ha chiuso l'inchiesta per concorso in associazione camorristica nei confronti dell'ex sottosegretario all'Economia e leader regionale del Pdl, accusato di collusione con il clan dei Casalesi. L'avviso è firmato dai pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita. Secondo i magistrati il parlamentare avrebbe "garantito il permanere dei rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica". Con la cosca di Gomorra, Cosentino avrebbe intrecciato rapporti improntati "nella prospettiva dello scambio "voti contro favori"", ottenendo sostegno elettorale in tutte le competizioni alle quali ha partecipato: dal 1980, quando fu candidato per la prima volta al consiglio provinciale di Caserta, fino ai giorni nostri.
L'inchiesta affronta il nodo dei rapporti fra Cosentino e le imprese ritenute legate alla criminalità organizzata dei fratelli Sergio e Michele Orsi (quest'ultimo ucciso in un agguato di stampo camorristico nel giugno 2008) e ipotizza il tentativo di "realizzare in Campania un ciclo integrato dei rifiuti alternativo e concorrenziale a quello legittimamente gestito dal sistema Fibe-Fisia-Italimpianti". Attività che si sarebbe concretizzata attraverso la società consortile Impregeco, il consorzio Ce4 e gli altri consorzi della provincia di Caserta, biocottando le società affidatarie e "creando un'illecita autonomia gestione a livello provinciale, la cosiddetta "provincializzazione del ciclo rifiuti", controllando la gestione delle discariche, attivandosi per la costruzione di un termovalorizzatore e strumentalizzando le attività del commissariato di governo".
Sulla base di queste stesse accuse un anno fa il gip Raffaele Piccirillo aveva firmato nei confronti di Cosentino l'ordinanza cautelare, confermata in Cassazione e dal Riesame, ma non autorizzata dal Parlamento. "Finalmente avremo un giudice e un processo", commentano gli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, difensori di Cosentino, che potrebbero chiedere il giudizio immediato. "Interloquiremo direttamente con il giudice, avremo accesso alle carte e potremo difenderci com'è nostro diritto".

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