Coda di Volpe, il comitato di lotta controllerà le ecoballe

Don Peron e la gente di Santa Cecilia dal generale Giannini Via alla commissione tecnica che valuterà i lavori nel sito
25 maggio 2008 - Emanuela Carrafiello
Fonte: Il Mattino Salerno

Un incontro dai toni pacati e distesi, un dialogo aperto con la struttura commissariale sui cu in tanti a Santa Cecilia speravano e finalmente l'hanno ottenuto. La delegazione, guidata dal parroco di San Vito al Sele, Daniele Peron, e dal presidente del comitato di Santa Cecilia, Domenico Alfano, è stata ricevuta ieri pomeriggio a Napoli dal generale Giannini, braccio destro del commissario De Gennaro. Siedono così dopo settimane di protesta al tavolo delle trattative i rappresentanti del comitato di quartiere, sono lì ad illustrare le richieste avanzate dall'operosa comunità del Sele, provata in questi mesi dalla scelta di abbancare alla foce del fiume tonnellate di ecoballe. Richieste «giuste ed accettabili», avrebbe osservato il generale, tanto da recepirle senza esitazione, riconoscendo la correttezza nelle parole e nelle azioni della piccola frazione di Eboli, capace di aver saputo gestire una situazione non facile. Via libera, dunque, alla costituzione di una commissione tecnica, composta da rappresentati del comitato popolare. Guidata dal presidente Alfano la commissione, composta da Antonio Atrigna (geologo) e dagli ingegneri Raffaele La Brocca, Gianluca Sibilia, Michele Malandrino, Giovanni Cannoniero, responsabile del settore ambiente del Comune di Eboli e da Vito Busillo, presidente del Consorzio di bonifica in destra Sele, potrà accedere al sito, valutare lo stato dei lavori e monitorare le azioni di abbancamento delle ecoballe, che di ora in ora raggiungono l'ex impianto di depurazione a Coda di Volpe. «Si è aperto un buon canale di dialogo - ha esordito don Peron, solo qualche ora fa in sciopero della fame, seguito da alcuni cittadini - la nostra protesta civile e pacifica, condotta con correttezza e soprattutto rispetto delle regole, ci ha consentito di avere voce sulla questione. Potrebbero essere prese ad esempio le azioni condotte dal comitato di quartiere in queste settimane, sono sicuramente un modello da esportare». Non è certo una vittoria, considerando che i rifiuti restano stoccati a pochi metri dal mare, ma ciò che portano a casa gli uomini e le donne di Santa Cecilia è di sicuro un grande risultato. Dopo un presidio durato ben due mesi, giorno e notte in strada a sorvegliare un impianto di depurazione, vitale per la piana del Sele, ma scelto dal governo per ospitare i rifiuti, per i manifestanti di Eboli poter essere coinvolti nella gestione del sito di foce Sele non è cosa da poco. Hanno per questo manifestato per giorni pacificamente, anche sotto una pioggia battente rivendicando come cittadini i propri diritti, ma senza mai incrinare un rapporto di "reciproca stima", come precisa più volte il parroco, con le forze dell'ordine giunte massicciamente nella piana del Sele con l'arrivo delle prime ecoballe. «È stato il reciproco rispetto a darci la possibilità di interloquire con i vertici; la disponibilità e l'attenzione del questore di Salerno e del prefetto Meoli hanno consentito che le nostre richieste venissero accolte», ribadisce don Daniele, ma nelle sue parole c’è una vena d'amarezza: «Peccato apprendere dal generale che tutto ciò non sarebbe accaduto se i rappresentanti dell'amministrazione comunale avessero saputo gestire meglio la situazione». Una riflessione che anche il comitato di quartiere avrebbe maturato in queste ore, difronte al silenzio delle istituzioni ebolitane con l'arrivo dei primi tir "portarifiuti".

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