Il nodo dello smaltimento

Nel nuovo decreto l'arma per «piegare» i governatori

27 novembre 2010 - Virginia Piccolillo
Fonte: Corriere della Sera

«Io sono napoletano in un momento in cui la mia città soffre di mali profondi». Risuona alto il grido di dolore del presidente Giorgio Napolitano per la sua città invasa dall'immondizia, che ieri ha accolto il premier con scetticismo e proteste. 2.700 tonnellate di spazzatura a terra. Dodici chili per ognuno dei 662.506 minorenni, del Napoletano, calcola l'Unicef. Come potrà essere realizzata l'ultima sfida di Silvio Berlusconi: arrivare in meno di due settimane al «normale smaltimento»? Per di più mentre da Bruxelles arriva un definitivo aut aut: o un piano di gestione rifiuti o la Commissione sarà obbligata «a rivolgersi nuovamente alla Corte, la quale probabilmente imporrebbe delle ammende all'Italia». Intanto a Napoli viene istituita una task force sanitaria per scongiurare il pericolo epidemie. Berlusconi ha escluso l'apertura di nuove discariche. Per ora. E anche il commissariamento. Allora come? Il contributo più efficace ad affrontare la situazione lo daranno le correzioni apportate dal capo dello Stato al decreto rifiuti, che ha firmato ieri. Finora si occupava solo di accelerare in deroga Scelta di Vendola le procedure di appalto dei termovalorizzatori. Nel H presidente della nuovo testo c'è invece il Puglia annuncia che la termine di sei mesi per sua Regione smaltirà adeguarsi agli obiettivi g minimi di raccolta 50 mila tonnellate differenziata, pena il commissariamento. Ma soprattutto si legge che «ove si verifichi la non autosufficienza del sistema di gestione dei rifiuti» campani, il governo promuove l'accordo interregionale. Ecco, oltre al requisito dell'urgenza, lo strumento di pressione per convincere i governatori riottosi. A partire da quello della Lombardia, Roberto Formigoni, che aveva motivato il «no» ai rifiuti napoletani così: «L'ultima volta ci hanno inviato anche le bombe». Nichi Vendola annuncia che la Puglia smaltirà «5o mila tonnellate di rifiuti campani». Lunedì se ne discuterà nel tavolo convocato dal ministro per le Regioni, Raffaele Fitto. Ma il terreno è appianato dalla marcia indietro della Lega nel Consiglio dei ministri che ha votato l'appello alle Regioni per aiutare la Campania Anche se ieri sera Calderoli ha frenato: «Saranno comunque i territori a decidere, ognuno smaltisca i suoi rifiuti». Se lunedì arriverà l'assenso potrebbe già scattare l'operazione trasferimenti. E gli appalti dei termovalorizzatori, partita particolarmente interessante per la «politica del territorio», che ha già registrato lo scontro tra Carfagna e Cosentino.

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