L'amministratore delegato di Asia

Fortini: Acerra può aiutarci, è in grado di bruciare più rifiuti provenienti dal capoluogo

24 novembre 2010 - Angelo Lomonaco
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

«Attualmente nelle discariche della regione c'è spazio per un milione e 200 mila tonnellate di rifiuti: non c'è motivo perché non accettino io mila da Napoli e lascino che si accumulare sulle strade». L'amministratore delegato dell'Asia Daniele Fortini ieri è stato impegnato con gli operatori scandinavi che hanno partecipato al bando della Regione scaduto il 27 ottobre perché interessati ad accogliere la parte eccedente dei rifiuti trattati negli Stir, quelli che, dopo essere stati trattati a Tufino o a Giugliano non possono essere bruciati ad Acerra. «Li ho appunto accompagnati a Tufino», dice Fortini: «L'operazione è necessaria per l'evacuazione della frazione secca, per non tornare ad accumulare ecoballe. Resta il problema della frazione umida che prima andava a Terzigno».
Dottore Fortini, nel termovalorizzatore quanti rifiuti di Napoli si bruciano quotidianamente? «Ad Acerra stanno andando complessivamente i.400 tonnellate di rifiuti al giorno: 800 dalle altre province, che contano complessivamente due milioni e mezzo di abitanti, e 600 dalla provincia di Napoli, che ne conta di più».
Ma la discarica di Chiaiano e il termovalorizzatore di Acerra bastano per Napoli, come ha più volte ribadito Bertolaso, oppure no? «Per il Comune sono sufficienti, ma per l'intera provincia no».
Perché nel centro della città si sta accumulando molta più immondizia che, per esempio, al Vomero e Fuorigrotta? «Nel centro la sofferenza è più acuta perché è in corso il passaggio tra la vecchia azienda, veneziana, e le nuove, liguri. In queste fasi accade sempre che ci sia meno cura da parte dell'azienda che lascia, e che sarà sanzionata per questo. Comunque l'operazione sarà completata nei tempi stabiliti, cioè entro questa settimana».
L'assessore comunale Giacomelli è infuriato perché non si profilano soluzioni concrete e immediate. Lei come la vede? «La vedo male, se non ci sarà aiuto innanzitutto da parte delle altre province. Il rapporto con loro è interrotto da sabato. So che il governatore Caldoro sta lavorando intensamente e tifiamo per lui, speriamo che sia possibile raggiungere un'intesa».
E se l'accordo non si trova, oppure non si trova subito? «Tutto dipende dai tavoli istituzionali. Anche dall'incontro interregionale con il ministro Fitto a Roma (in programma oggi, ndr). Ma se non c'è intesa, se non si nesce a ottenere solidarietà dalle altre province campane, sarà molto più difficile trovarla fuori».
Infatti c'è già l'assessore regionale del Piemonte all'Ambiente, Roberto Ravello, che annuncia un rifiuto. Qual è l'alternativa? «Qualcosa bisognera togliere dal cassetto...».
Cosa intende dire? «A stabilire quanti rifiuti ogni provincia può mandare ad Acerra è l'Ufficio flussi, nel quale sono rappresentate tutte le società provinciali sotto il coordinamento della Regione. Quell'Ufficio può intervenire in maniera significativa».

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