Cani randagi, ratti e insetti a Napoli è allarme malattie ecco il piano del Comune

Per limitare i rifiuti organici nelle strade la lervolino vieta la vendita di verdura con le foglie
Fazio: no alle psicosi ma i pericoli ci sono.
In strada 3.300 tonnellate di "monnezza"
24 novembre 2010 - Cristina Zagaria
Fonte: Repubblica Napoli

NAPOLI - Passano i giorni. Aumentano le tonnellate di rifiuti per strada (oggi sono 3.300). Diventano più invadenti i ratti e gli animali randagi che cercano cibo tra i cassonetti. A Napoli sale il livello di allarme igienico-sanitario. Gli esperti sono cauti, ma il rischio c' è.E ieri sera negli uffici del Comune, alla fine di un vertice tra l' assessore all' Igiene Urbana, Paolo Giacomelli, i dirigenti Asìa (società di igiene urbana) e quelli dell' Asl Napoli 1, viene approvato il piano per scongiurare i pericoli di infezione dovuti ai rifiuti in strada. Tre le azioni. Il Comune mapperà i cumuli che giacciono da più giorni. L' Asl interverrà con operazioni mirate di disinfestazione, disinfezione e derattizzazione. L' Asìa si impegna a tutelare i siti sensibili (scuole, ospedali e mercati). E oggi sarà pronta un' ordinanza del sindaco Rosa Iervolino per ridurre il volume di rifiuti, che prevede: il divieto della vendita di ortaggi e frutta con foglie, proprio per tentare di limitare la presenza per strada di rifiuti organici (che marciscono, puzzano e attirano animali) e multe applicate con il massimo della pena.
L' attenzione è massima. Da un lato, infatti, l' Aidaa (Associazione per la difesa di animali e ambiente) denuncia che «in queste ore stanno aumentato i cani randagi in cerca di cibo che si aggirano nella città e nelle zone periferiche, attratti dai cumuli di rifiuti presenti sulle strade» e dall' altro si moltiplicano le segnalazioni per i ratti. E proprio la presenza degli animali fa alzare il livello di guardia. «I rischi connessi all' emergenza sono legati alla presenza di randagi, ratti, blattee insetti. Questi ultimi - lanciano l' allarme Maria Triassi, del Dipartimento di Igiene della Federico II, e Andrea Simonetti - sono vettori di malattie infettive gastro-intestinali. Bisogna intervenire subito». Per Giulio Tarro, virologo ed ex primario dell' ospedale Cotugno: «Nell' emergenza rifiuti di due anni fa registrammo un' impennata di casi di epatite A, una malattia che si trasmette come la salmonellao le gastroenteriti per via oro-fecale (bocca o feci ndr ). La presenza di rifiuti per strada, poi, richiama dalle fogne i topi, che sono veicolo di malattie come la leptospirosi. Anche se parliamo di casi limite, cioè di malattie che si trasmettono nel caso in cui una persona venga morsa da un ratto». Più misurato l' attuale direttore del reparto malattie infettive del Cotugno, Oreste Perrella: «Non c' è alcun allarme di epidemie. Gli animali sono vettori di molte malattie, ma questo nonè certo legato ai rifiuti. Non abbiamo statistiche significative che legano la presenza di rifiuti a epidemie. Insomma non è possibile ipotizzare un rischio diretto». Anche nel caso di dermatiti e allergie, per Perrella: «Non ci sono possibilità di malattia se non nel caso di contatto». L' Osservatorio epidemiologico della Regione Campania non ha rilevato dalla fine di ottobre (quando la crisi si è nuovamente acutizzata) alcun aumento delle malattie infettive e gastro-intestinali. «Certo, non si può dire che il rischio non esista - afferma il direttore del Dipartimento prevenzione della Regione, Giuseppina Amispergh - ma finora non c' è stata alcuna impennata e la situazione è sotto controllo». Lo stesso intervento del ministro per la Salute Ferruccio Fazio è prudente. «La situazione a Napoli è molto grave - spiega il ministro - da un punto di vista ambientale e della vivibilità, quindi non deve essere sottovalutata. È stato monitorato che non c' è aumento di germi nell' aria che si respira intorno ai rifiuti. Ci sono, però, dei rischi dovuti a roditori, insetti e cani randagi che possono aumentare le infezioni come le gastroenteriti, ma non certo tifo né colera,e quindi niente epidemie». Per i rischi legati ai roghi che possono produrre tossine e diossina, per Fazio: «Non c' è allarme».

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