Termovalorizzatore, la Provincia senza ruolo

Nuova formula nel decreto, Carfagna fa pace con Berlusconi. Il Tg2: commissariato il Pdl salernitano
26 novembre 2010 - Gianni Colucci
Fonte: Il Mattino Salerno

«Mara ha capito e non se ne va», dice Berlusconi. Ma si tratta di un passo indietro che comprende il sì del premier a due condizioni pesanti. Vince la Carfagna. Ottiene che il decreto sul termovalorizzatore depotenzi il ruolo delle province e quindi di Cirielli; e dal presidente del consiglio, con il quale ha parlato a lungo riappacificandosi, ha avuto l’assicurazione del commissariamento del Pdl a Salerno. Ma sul fronte Cirielli fioccano le smentite su questi risultati ottenuti dal ministro. Smentiscono i coordinatori Iannone e Russo, smentisce Cirielli. Ognuno per la sua parte ritiene che la verità non sia quella definitiva. Ieri la Carfagna si è sottoposta ad un superlavoro: a Roma con la Bonino a un convegno sulle mutilazioni genitali femminili, poi a Napoli per una visita al convitto Vittorio Emanuele (e ancora alle prese con l’ipotesi di una candidatura a sindaco), quindi ancora a Roma dal premier ma anche con i due coordinatori nazionali del Pdl, La Russa e Verdini a cui poi si è aggiunto Bondi. C’è stato anche un colloquio con Cosentino. Ma è lei alla fine che tira le somme ai microfoni del Tg2. Continuano ad intrecciarsi le vicende del termovalorizzatore con la politica locale. Ieri sera, licenziata la versione definitiva del decreto-rifiuti con una fatidica frase che il ministro Carfagna chiedeva insistentemente, l’impianto finisce nelle mani di Caldoro non più con una gestione in «raccordo con le Province» ma solo con un «sentite le Province». Roba di non poco conto visto che il commissario che potrebbe essere nominato o lo stesso Caldoro avrà le mani libere e soprattutto toglie dalle mani di Cirielli l’intera partita, o quasi (visto che c’è in ballo una gara internazionale forse impossibile da fermare). «Sono grata per la disponibilità di Berlusconi», pace fatta per il ministro. «Tutto risolto», dice Berlusconi che ha messo a posto le cose sia nel partito che a Napoli e in Campania. Ricapitolando. La Carfagna ottiene che la gestione commissariale per i termovalorizzatori venga affidata solo a Caldoro, quindi l’impegno al commissariamento del coordinamento del Pdl di Salerno (oltre ad un comitato che affiancherà Cosentino in Campania). In pratica, a Salerno dovrebbero essere «cancellati» Russo e Iannone, titolari del partito. Appare una vittoria su tutti i fronti o comunque un compromesso più che onorevole che ridà smalto al ministro in Campania. Si parla di condizioni «condivise» a Napoli, ma a Salerno Antonio russo rigetta l’ipotesi di un commissariamento: «Non ne so nulla»: E anche Iannone propende per un processo più complesso di un azzeramento dei vertici. Ma da Roma si dice che alla riunione con i vertici del Pdl e il ministro è stata esaminata la situazione campana nel suo complesso e quella della provincia di Salerno, e sono state affrontate tutte le questioni sollevate negli ultimi giorni. Verdini, il ministro La Russa, il ministro Bondi e il ministro Carfagna hanno manifestato concordemente l'intento di giungere a «soluzioni condivise». L’altro fronte. Cirielli sul termovalorizzatore rimane tuttavia cauto: «So che il presidente Napolitano ha eccepito delle questioni nella prima stesura, come la presenza sul territorio delle discariche alternative. Ma so che ha anche chiesto che le Province entrassero subito nei poteri pieni della gestione del ciclo completo. Insomma bisogna verificare tutte le osservazioni. Ma io sono tranquillo: a Napoli c’è Romano e ho la garanzia che le procedure saranno quelle che ci aspettavamo». Da Napoli si sbilancia Romano: «Corrono voci e non so se è così come appare la cosa. È una situazione non molto chiara. Il decreto rinviato e da poco è nella fase definitiva. Se fosse questo e se prima c’era bisogno di un ”raccordo” e ora basta solo un ”sentito”, si attenua il livello di necessario coinvolgimento. Meglio attendere il testo definitivo. Una parola interpretata male porterebbe alla fine del mondo».

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