Rivolta nel comune salernitano. Il sindaco: non passerà un solo camion

Scatta il tam tam via cellulare e la gente è già in allerta: alla prima ruspa blocchiamo tutto
25 novembre 2010 - Fulvio Scarlata
Fonte: Il Mattino

Serre. La rivolta corre sul filo del cellulare: dal centro alla periferia, dalle strade di accesso al paese fino ai budelli che portano alla discarica sono tutti in allerta. Una sola la parola d’ordine: «Alla prima ruspa, blocchiamo tutto». Perché sulla strada di accesso al sito per i rifiuti incombe una frana e per entrare a Macchia Soprana bisogna prima risanare tutto. «Sindaco, ma che succede? La televisione dice che riapre Valle della Masseria»: la concitata telefonata arriva dalla società Royal Golf Club Persano. Decine di milioni di investimento per un campo da golf a cinque stelle distante non più di 300 metri da quello che per anni è stato indicato come sito per una enorme discarica cancellato prima da un intervento della Corte Costituzionale e poi dalla decisione del governo. Palmiro Cornetta è lì a spiegare che Valle della Masseria è salva. Ma in piazza Vittorio Veneto, in via Ventiquattro Maggio il passaparola è continuo. Con le recriminazioni. Si ricorda quando nel 2007 l’attuale presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli firmò un esposto alla magistratura con Roberto Celano, presidente del Consorzio provinciale per i rifiuti, contro l’utilizzo di Macchia Soprana. «Ma qua non passa niente - dice Angelo, un anziano - Se vogliono buttare qui la roba di Napoli se lo possono scordare». C’è rabbia. E c’è sfiducia verso le istituzioni. Quando si cita Bertolaso parte subito l’aggiunta «quello della cricca e delle massaggiatrici», alla scelta di Serre come discarica a opera dei parlamentari campani del Pdl fa seguito sempre «già quelli guidati da Cosentino e dai suoi amici». «Decidono ma non sanno nulla - spiega il sindaco Cornetta - perché qui l’emergenza è finita, siamo in regime ordinario. E nella gestione ordinaria è il Comune che decide quanto avviene nel proprio territorio». Secondo la ricostruzione del Municipio a Macchia Soprana ci sono quattro vasche: la prima che è utilizzata come sito di stoccaggio è sotto sequestro della magistratura e va messa in sicurezza per essere riutilizzata, la seconda e la terza sono ricolme, la quarta può accogliere al massimo, secondo i documenti di una conferenza di servizio tenuta a dicembre 2009, 70mila tonnellate. Le 150mila tonnellate di rifiuti previste dalla Provincia non ci sono proprio. E per arrivare alla discarica bisogna attraversare Tempone del Castello, una strada chiusa da entrambi i lati perché in dissesto. Per riaprirla bisognerebbe bonificare l’intero costone della montagna. Ed, essendo finita l’emergenza, è un’opera che gestisce il Comune. «A Macchia Soprana c’è una capacità residua di 150mila tonnellate di rifiuti secondo il progetto approvato dal ministero dell’Ambiente un anno fa - ripete da Napoli l’assessore regionale Giovanni Romano - Questa quantità serve a chiudere la discarica definitivamente. Finora non ci siamo mossi perché avevamo promesso di cancellare prima definitivamente Valle della Masseria. Abbiamo mantenuto la parola, adesso mi aspetto che il sindaco di Serre si comporti da pubblico ufficiale. Tanto più che qui arriveranno solo i rifiuti salernitani». «Balle - replica Cornetta - Qui vogliono portare la spazzatura di Napoli. E non passerà un solo sacchetto». Squilla il telefono: «Siamo pronti, alla prima ruspa tutti in strada e blocchiamo gli accessi». Tanto le due strade di accesso alla discarica sono budelli: basta un qualunque ostacolo messo di traverso e non si passa più.

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