Consorzio contro il decreto-rifiuti, è sciopero

Sindacati autonomi all'attacco: condanna gli operai alla cassa integrazione e alla mobilità
25 novembre 2010 - Antonio Pastore
Fonte: Il Mattino Caserta

Decreto rifiuti, non c’è solo la Carfagna ad alzare la voce. Anzi, schermaglie sul business degli impianti in via di ricomposizione, coloro che dichiarano sul serio guerra al tormentatissimo decreto sono i lavoratori del Consorzio unico di bacino, toccati e non poco dal provvedimento. Sindacato Azzurro, RdB, Cesil, Cobas e Fesica-Confsal hanno dichiarato uno sciopero di 48 ore in tutta la regione, da mezzanotte del 29 novembre alle 23,59 del 30, assicurando, si legge nel comunicato diffuso ieri, solo i servizi obbligatori essenziali e invocando - come per legge - il tentativo di «raffreddamento». Stipendi che non arrivano ormai da mesi e inquietanti prospettive sul futuro occupazionale aggravate dalla «violazione della legge 26/2010» sono il motivo del contendere. Il nuovo decreto del governo «danneggia ulteriormente - accusano i sindacati autonomi - i dipendenti dei Consorzi dei bacino prevedendo cassa integrazione e mobilità e favorendo ditte e aziende private». In effetti il decreto finalmente approdato sul tavolo del Presidente della repubblica tratta dei Consorzi in particolare all’articolo 2, che è composto di due commi. Il primo, con un linguaggio ultratecnico dice in sostanza che i lavoratori dichiarati in esubero (ovvero il «personale non collocato nell’ambito della dotazione organica dei Consorzi determinata ai sensi dell’articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 2009 n.195») godrà della cassa integrazione (nel testo si parla delle «disposizioni di cui al comma 2 del citato articolo 13», che appunto sono i consueti ammortizzatori sociali) «non oltre il termine del 31 dicembre» in vista «del loro reimpiego». Nel secondo si viene incontro alla richiesta dell’amministrazione Zinzi di scindere le due articolazioni, napoletana e casertana, del Consorzio di bacino che da adesso in poi avranno autonomia di gestione (esuberi compresi). Ma la parte peggiore del decreto, secondo i rappresentanti dei lavoratori, sta nel primo articolo, al comma due. Laddove, anche qui accogliendo le pressioni dei presidenti Cesaro e Zinzi, si dice che tutte le Province campane «fino al 31 dicembre 2011 possono disporre la continuazione da parte delle amministrazioni comunali dell’attività gestoria di cui all’articolo 11 comma 2-ter del Dl 30 dicembre 2009 n.195», attività che appunto è relativa alla raccolta e al trasporto dei rifiuti, con o senza società private. Una proroga che sembra favorire la fuoriuscita dei Comuni dal Consorzio all’interno di un trend che beneficiava del rilascio di pareri autorizzativi e interpretativi - accusano gli autonomi - da parte del Dipartimento della Protezione Civile «che, dal punto di vista giuridico non hanno alcun valore». Ma che in compenso accelerano la decomposizione dell’ente consortile e moltiplicano - in prospettiva - gli esuberi.

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