Scuole e ospedali, è allarme "Salute dei cittadini a rischio"

I medici: randagi, blatte e topi veicolo di malattie. A terra 3mila tonnellate
23 novembre 2010 - Paolo Barbuto
Fonte: Il Mattino

Il pericolo igienico sanitario è dietro l’angolo, anzi è già qui, tra noi: solo che il meteo ci sta dando una mano e riesce a bloccarlo. Non pensate a un collegamento assurdo e forzato fra emergenza rifiuti e meteorologia perché solo guardando le previsioni, gli esperti epidemiologi, per adesso, riescono a tenere sotto la guardia il livello dell’allarme Pioggia e basse temperature rappresentano l’ultimo baluardo contro l’esplosione di malattie infettive ed epidemie d’altro genere provocate dalla mancata raccolta dei rifiuti: acqua e freddo evitano che i cumuli vadano in putrescenza, cancellano l’odore sgradevole e soprattutto riducono le possibilità di sviluppo delle colonie di topi e scarafaggi che in quello schifo trovano casa e cibo. Guardiamo il cielo, dunque, e mandiamo un ringraziamo a giovepluvio, e magari inviamo un messaggio d’affetto anche alla circolazione depressionaria che trascinerà l’aria fredda dal nord Europa in maniera crescente fino al prossimo weekend: senza questi eventi l’ingresso nel tunnel del dramma sanitario subirebbe una inarrestabile accelerazione. Il mondo della medicina, però, non riesce a trattenere il grido d’allarme: due membri napoletani della società di igiene, Maria Triassi e Andrea Simonetti, ieri sono stati categorici «il pericolo igienico sanitario può trasformarsi in un rischio serio per la salute dei cittadini. Occorrono interventi immediati». L’eventualità di diffusione rapida delle malattie cresce in maniera esponenziale rispetto alla presenza di animali. Triassi e Simonetti spiegano senza mezzi termini che «i rischi maggiori sono collegati alla presenza di cani e gatti randagi, topi, blatte e insetti. Proprio questi ultimi sono i principali responsabili delle malattie gastrointestinali. Bisogna intervenire con grande rapidità per evitare che si sviluppino malattie, è necessario trovare una soluzione per togliere i rifiuti dalle strade. E sarà necessario prodigarsi per arrivare a una soluzione a lungo termine: bisogna concretizzare il progetto di discariche in luoghi sicuri, è importante dare una accelerata alla costruzione di nuovi termovalorizzatori. E soprattutto bisognerà far partire subito il progetto per la differenziata prevedendo multe salate per chi non la fa». Proprio sul tema dell’allarme igienico sanitario è prevista, per domani, una riunione al consiglio dell’Ordine dei medici alla quale prenderanno parte epidemiologi, dirigenti Asl, funzionari regionali. Si cercherà di gettare le basi per un piano di emergenza. È proprio il presidente dell’ordine, Gabriele Peperoni, a spiegare i motivi che hanno ispirato la riunione: «Nella precedente emergenza rifiuti ci fu attenzione alla tutela della salute dei cittadini. Stavolta la situazione invece è più complessa. Non esiste un progetto, non c’è una direzione unica. Manca una struttura organizzata che coordini tutte le forze in campo». Due anni fa a gestire la grande emergenza al fianco della struttura di Guido Bertolaso, c’era un gruppo di esperti epidemiologi: «C’era, insomma - spiega Peperoni - un lavoro di squadra nel quale erano coinvolti anche i camici bianchi. Stavolta non c’è nulla di questo». Stamane i napoletani troveranno abbandonate in strada cinquecento tonnellate di rifiuti in più rispetto a ieri. Siamo a quota tremila, 2.950 per la precisione. È una battaglia impari per i dipendenti dell’Asìa, che lavorano senza sosta per tamponare l’emergenza: durante la giornata di ieri sono state raccolte e trasportate in discarica o agli Stir più di 1.300 tonnellate di immondizia. Ma la città ne ha prodotte e vomitate per strada 1.800. I cumuli di sacchetti invadono marciapiedi e strade, tracimano verso l’ingresso di palazzi, scuole, ospedali. Soprattutto nel centro storico la situazione è difficile: le strade strette si riempiono in un lampo. Le proteste crescono, dilagano. Ieri mattina davanti ai cancelli della scuola Paisiello a Montecalvario, coperti dai sacchetti, le mamme degli alunni hanno protestato con veemenza: non manderanno più i figli in aula se non verranno rimossi i cumuli di immondizia. Forse stamattina troveranno quella zona ripulita, ma sarà un semplice palliativo rispetto a una situazione che sembra irrisolvibile.

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