La visita della commissione

Schiaffo Ue: «Due anni sprecati è la stessa situazione del 2008»

Tremila tonnellate in strada. Gli ispettori: nulla è cambiato
23 novembre 2010 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

«Siamo tornati a Napoli in missione dopo più di due anni: da allora niente è cambiato»: è un verdetto duro quello di Pia Bucella, capo degli ispettori dell’Unione europea. Un verdetto che autorizza le previsioni più fosche: difficilmente, almeno per ora, saranno sbloccati quei fondi che l’Europa ha congelato. Il rischio, invece, è di poter incorrere in future procedure di infrazione. Ma ieri i commissari hanno girato tra Napoli e Acerra semplicemente per verificare, come ha spiegato la Bucella, come la Campania intende eseguire la sentenza del 4 marzo del 2010. In quella data la quarta sezione della Corte europea di giustizia condannò l’Italia, congelando 500 milioni di fondi Ue perché, sostenne, riferendosi alla situazione del 2008: «Un accumulo nelle strade e nelle aree di stoccaggio temporanee di quantitativi così ingenti di rifiuti ha indubbiamente creato un rischio per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e per la flora». Ma da allora, ha spiegato Maria Pia Bucella, niente è cambiato: «Abbiamo visto ancora i rifiuti in strada - ha spiegato - e non ci sembra che il ciclo integrato dei sia stato organizzato, dalla differenziata al trattamento dei rifiuti». Quando il 14 febbraio del 2008 la commissione arrivò in Campania in realtà in città la situazione era addirittura un po’ migliore: si viaggiava tra le mille e le duemila tonnellate di rifiuti in strada. Ieri ce ne erano tremila. E oggi dovrebbero essercerne almeno altrettante. Ma l’asssessore all’ambiente della Regione, Giovanni Romano ribatte: «Se nel 2008 finivano nelle cave 5mila 150 tonnellate/anno, nel 2010 la cifra è scesa a 3mila e 600 e le proiezioni per il 2011 prevedono una ulteriore decrescita a quota 2mila 270. È la prova evidente che in questi due anni gli impianti di smaltimento sono stati realizzati e sono perfettamente funzionanti tanto da rendere più che dimezzata la quantità di rifiuti da smaltire in discarica: quindi, qualcosa, è definitivamente cambiata». E l’assessore annuncia anche che se la gara per il termovalorizzatore di Salerno è già partita, entro il 30 dicembre sarà indetta anche quella per l'inceneritore di Napoli Est ed entro il 30 aprile saranno avviate le procedure per la realizzazione degli impianti per lo smaltimento delle ecoballe di Taverna del Re. La Bucella ha infatti sottolineato che non ne è stata smaltita nemmeno una. Anche di questo si è parlato a lungo durante l’incontro con l’assessore all’ambiente Giovanni Romano: «Abbiamo discusso per tre ore di come eseguire la sentenza del 4 marzo che ha colpito la Campania», ha detto Maria Pia Bucella e Romano ha precisato: «Per smaltire le ecoballe stiamo pensando anche a sistemi diversi dalla costruzione del termovalorizzatore previsto dalla legge». Successivamente i commissari hanno visto il governatore Stefano Caldoro «Poi torneremo a Bruxelles e faremo le nostre valutazioni» spiega il capo delegazione. Partendo da un punto fermo: «le sentenze vanno eseguite rapidamente in uno spazio che va dai 12 ai 24 mesi, non è pensabile pensare di farlo in 10 o 15 anni». E tanti più o meno ce ne vorrebbero per smaltire i sei milioni di balle accumulate in Campania se si scegliesse di realizzare il termovalorizzatore tra Giugliano e Villa Literno, come previsto dalla legge. Sarà possibile recuperare i quasi cinquecento milioni di euro congelati dalla sentenza? La Bucella non si sbilancia: «Quei fondi - spiega- non sono stati bloccati per la situazione attuale, ma per il mancato rispetto delle norme sulla gestione dei rifiuti. Siamo favorevoli a liberarli appena il piano di gestione sarà varato e attuato. Allora chiederemo al dipartimento competente che stanzia i fondi regionali di impegnarsi in questo senso. Dall’Italia ci aspettiamo innanzitutto che attui la normativa che entrerà in vigore il 12 dicembre e già recepita dal vostro Paese». Nel pomeriggio i commissari hanno visitato il termovalorizzatore di Acerra. Alla fine Maria Pia Bucella ha spiegato: «Abbiamo avuto un confronto utile con la direzione dell’impianto che ci ha fornito tutta la documentazione utile. Faremo una valutazione non appena torneremo in ufficio. Abbiamo posto precise domande sul funzionamento, sui volumi trattati, sulle emissioni e la direzione ha fornito una risposta ad ogni nostra domanda». Oggi i commissari incontreranno il presidente della commisione ambiente del consiglio regionale, poi inserata torneranno a Bruxelles.

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