Tufino verso la chiusura, Napoli in ginocchio

Stir saturo, drammatico appello del presidente Asìa: le altre provincie ci aiutino. In strada 2400 tonnellate di spazzatura
21 novembre 2010 - AnnaMaria Asprone
Fonte: Il Mattino

Nubi sempre più nere sul fronte rifiuti. E che la situazione sia, in pratica, al collasso lo si intuisce subito dalle parole pronunciate da Claudio Cicatiello, presidente di Asia, l’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti a Napoli. «Al momento, oltre Chiaiano, non abbiamo a disposizione siti dove sversare i rifiuti di Napoli e provincia. Sembra che anche lo Stir di Tufino - ha aggiunto Cicatiello - stia per fermarsi a causa dei magazzini saturi e della mancata evacuazione della frazione tritovagliata». Questo, significherebbe aggiungere altre centinaia di tonnellate di spazzatura alle migliaia, già da settimane, presenti in città. Per il presidente di Asia, al momento, esiste una sola soluzione tecnica possibile: «Aprire i siti delle altre province campane ai nostri rifiuti». Sulla questione della collaborazione tra le province campane per fare fronte all'emergenza «monnezza» il presidente dell'Asia ricorda l’analoga esperienza di Firenze, e la decisione dell'allora presidente della Regione Toscana Vannino Chiti, di aprire le discariche di Pisa e Livorno ai rifiuti del capoluogo toscano, utilizzando la normativa esistente. «Stiamo facendo quanto è nelle nostre possibilità per fronteggiare al meglio questa crisi ma - conclude Cicatiello - senza siti dove sversare, i rifiuti rimangono in strada o nei camion, nonostante i buoni rapporti e la collaborazione con l'ufficio flussi gestito dal generale Mario Morelli e dal dirigente regionale Raimondo Santacroce». Dunque Napoli è di nuovo ai livelli di guardia sul fronte rifiuti. Da ieri in strada ci sono 2.400 tonnellate di rifiuti non raccolti. Venerdì notte erano state conferite nella discarica di Chiaiano 700 tonnellate e nell’impianto di Tufino erano state sversate 200 tonnellate. Secondo l’assessore all’Igiene del Comune, Paolo Giacomelli, venerdì erano state raccolte e conferite 1.295 tonnellate di immondizia. L’obiettivo era togliere dalle strade almeno 1.100 tonnellate. «Fino a ieri notte abbiamo avuto accesso all’impianto di Tufino - ha detto Giacomelli - Ma ora bisogna capire che succederà e vedere se le altre province campane accetteranno ancora i rifiuti di Napoli». È scaduto, infatti, il dispositivo con cui le altre Province consentivano di sversare la frazione umida degli stir nelle discariche dislocate sui loro territori. Intanto a Napoli lo stato delle strade si presenta a macchia di leopardo. Cumuli di rifiuti sono presenti sia nelle vie del centro che in periferia. Non è certo migliore la situazione al Vomero. Piazza Vanvitelli è sommersa da centinaia di sacchetti. Montagne di spazzatura non rimosse da una settimana sono in molte vie vomeresi e impediscono ai passanti di camminare persino sui marciapiedi. E la situazione diventa ancora più pericolosa davanti alle scuole. Una raccolta straordinaria è stata eseguita a Monte di Dio con l’assistenza della polizia municipale. Drammatica la situazione anche a Posillipo. Lungo le strade le montagne di rifiuti arrivano al l’altezza dei parapetti. Non va certo meglio in piazza Salvatore Di Giacomo e a palazzo Donn’Anna. Persino nella classica «cartolina di Napoli», cioè la veduta con lo sfondo del Vesuvio da via Petrarca, da tempo fanno da sfondo decine di sacchetti di immondizia, scatoloni e buste di plastica. Ingresso ai palazzi negato non solo davanti al palazzo della Provincia ma anche nelle strade del centro storico. Da via Duomo, a Foria e al corso Umberto dove quasi non si vedono più le vetrine per i cumuli che fuoriescono dai cassonetti o accatastati in strada.

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