"Devi firmare l'ordinanza" Sindaco aggredito

Boscoreale, palle chiodate e ombrelli sull'auto del primo cittadino. Un arresto
18 novembre 2010 - Francesco Gravetti
Fonte: Il Mattino

È stata la lite sulla firma a un’ordinanza che impedisse il transito dei camion diretti in discarica a scatenare l’aggressione al sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, avvenuta poco dopo l’una di notte tra lunedì e martedì. La gente voleva che Langella firmasse il provvedimento subito, davanti a loro. Lui ha spiegato di voler aspettare il mattino successivo, quando gli uffici comunali sarebbero stati aperti e pienamente funzionanti. Una divergenza neanche troppo profonda, che tuttavia va sommata a circa quattro ore di consiglio comunale ricco di tensioni, polemiche, discussioni. Gli animi, insomma, erano surriscaldati e quando il primo cittadino si è allontanato dall’aula è stato inseguito da centinaia di persone, arginate a malapena da carabinieri, polizia e vigili urbani. Il sindaco è stato fatto entrare in un’auto di servizio della polizia in piazza Pace, proprio di fronte al Municipio. I cittadini hanno circondato la vettura, che è rimasta bloccata per circa mezz’ora senza potersi muovere. Qualcuno ha rotto uno dei vetri, probabilmente con una palla chiodata ed un ombrello, e i frammenti hanno ferito ad una mano un ispettore di polizia, che guarirà in cinque giorni. Quasi subito l’aggressore è stato individuato e arrestato. Si tratta di Giovanni Paduano, 47 anni, già noto alle forze dell’ordine perché fermato anni fa mentre guidava in stato di ebbrezza. È un fabbro residente al Piano Napoli di via Passanti–Scafati e da ieri ha l’obbligo di firma in caserma, dopo il processo per direttissima e il rinvio al 15 dicembre. Per sostenere la sua causa, una cinquantina di manifestanti ha circondato la caserma della stazione dei carabinieri di Boscoreale, dove Paduano era stato portato, chiedendone la liberazione. Dopo circa mezz’ora ed un colloquio tra il comandante della stazione ed i manifestanti, la protesta si è conclusa. Intanto, la macchina con dentro Langella riusciva ad andare via, con una lunga marcia indietro che pure provocava momenti di forte tensione, spintoni e cariche delle forze dell’ordine. Era l’epilogo di un’assemblea infuocata, che aveva prodotto un documento votato all’unanimità, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Si tratta di una mozione di solidarietà verso il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio (che con una sua ordinanza ha impedito gli sversamenti in discarica) e dell’annuncio dell’ordinanza con il divieto di passaggio per i camion, quella che poi Langella non ha voluto firmare subito. Il mattino successivo, comunque, il sindaco la firma l’ha messa, ma il suo gesto non è certo servito certo a sopire le polemiche. Sull’aggressione i punti di vista restano distanti. Tre componenti dei comitati (le «Mamme vulcaniche», il «Movimento difesa del territorio area vesuviana» e il «Collettivo aera vesuviana») contestano le ricostruzioni dell’accaduto e parlano di «mistificazione»: «Tantissimi cittadini hanno percepito la posizione del sindaco come un atto di furberia o di arroganza. La verità è che il sindaco Langella, come in precedenza quello di Terzigno, Auricchio, ha firmato l’ordinanza perché ha dovuto prendere atto che non c’era un solo abitante di Boscoreale disposto a comprendere un comportamento diverso. Al sindaco, che tanto rivendicava il suo ruolo nella questione ambientale degli ultimi mesi, ricordiamo che tutto quello che è stato fatto è solo il frutto di una presa di coscienza popolare». E Francesco Paolo Oreste, consigliere comunale di opposizione, spiega: «Ogni atto di violenza va condannato, ma il sindaco ha assunto un atteggiamento arrogante che non aiuta certo il dialogo. In questo momento i cittadini, con le loro proposte e la loro partecipazione, stanno supplendo al vuoto lasciato dalle istituzioni. Non si può ignorarli o prenderli in giro». A Terzigno, intanto, Domenico Auricchio resiste alle pressioni e non revoca l’ordinanza antidiscarica, nonostante glielo abbiano chiesto anche i diciotto sindaci della zona rossa del Vesuvio.

Powered by PhPeace 2.6.4