Resa dopo il vertice: non c’è soluzione nuova missione della Protezione civile

Il prefetto scrive al governo: "Coinvolgere le altre regioni"
Barccio di ferro sull'ordinanza
17 novembre 2010 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

«Ho parlato con palazzo Chigi per chiedere un affiancamento a livello governativo sul problema dei rifiuti»: il prefetto Andrea De Martino è nuovamente intervenuto sulla crisi che devasta la Campania. Questa volta a suo parere non ci sono gli elementi per una nuova ordinanza che permetta di portare i rifiuti fuori provincincia. Ora l’obiettivo è quello di coinvolgere le altre regioni superando le polemiche che ieri hanno visto contrapposte Comune e Regione proprio sulla possibilità di una nuova ordinanza Caldoro. Tutti si attestano ora intorno a due obiettivi: convincere Avellino e Caserta a prolungare l’accordo sul prelievo dei rifiuti dagli stir che dovrebbe cessare sabato e puntare sull’intervento dei presidenti delle altre Regioni. E questo mentre la protezione civile vara una nuova task force che si occuperà solo della spazzatura campana. Il provvedimento è stato firmato il 10 novembre, poco prima dell’addio di Guido Bertolaso, ma non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. All’articolo 20 prevede: «per assicurare funzionalità e celerità ai priocessi decisionali in materia di gestione delle attuali criticità inerenti al ciclo integrato dei rifiuti nella Regione Campania in sinergia con le amministrazioni territoriali interessate, è stata costituit , presso la presidenza del consiglio dei ministri, apposita struttura nell’ambito del segretariato generale della presidenza medesima». È possibile che della task force faranno parte i tecnici che hanno seguito da vicino per quasi due anni le vicende della nostra regione. La lettera del prefetto Andrea De Martino al presidente del consiglio, invece, è stata scritta per chiedere un nuovo intervento per favorire l’intesa con le regioni. Ieri mattina si è tenuto a Palazzo di Governo l’ennesimo vertice sul dramma rifiuti al quale hanno partecipato con il prefetto l’assessore regionale Giovanni Romano, quello provinciale Paolo Giacomelli e il presidente della Provincia, Luigi Cesaro. Tutti a fare il bilancio dell’ennesima debacle, il fallimento del tentativo di accordo con una società emiliana, la Hera, che avrebbe dovuto lavorare in impianti di biomasse l’umido prodotto dagli impianti di tritovagliatura della Campania. Quando la notizia si era diffusa dopo il consiglio provinciale di ieri, il presidente Errani era stato costretto a una precipitosa retromarcia mandando in tilt l’ennesimo progetto di soluzione della crisi. Il piano si basava proprio sull’ipotesi di liberare gli impianti mandando fuori i rifiuti. E l’accordo con la Spagna, di cui pure si è parlato nei giorni scorsi, appare ancora lontano. Perciò questa volta gli amministratori hanno mostrato una assoluta concordia: se non si portano lontano i rifiuti non si sblocca la situazione, hanno sostenuto. Perciò il Prefetto ha prima telefonato a Palazzo Chigi e poi ha scritto una lettera alla presidenza del consiglio dei ministri chiedendo di valutare anche in sede di stato regioni ogni forma di collaborazione. Immediata la risposta: qualche ora dopo il ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto, presidente della Conferenza Unificata Stato Regioni, ha integrato l’odg della Conferenza, già convocata per domani, per «porre l’attenzione e condividere possibili soluzioni con l’intero sistema delle autonomie territoriali e locali», come è spiegato in un comunicato. Un altro punto condiviso è la necessità di agire coinvolgendo tutte le parti politiche intorno a un unico tavolo: «Su questo punto sono d’accordo con Bassolino, solo tutti insieme potremo trovare una soluzione», ha detto Cesaro. E la Iervolino ha spiegato: «Purtroppo per ora non si è definito nulla, si è solo preso atto della situazione. L’unica soluzione è la ricerca di solidarietà. Quello che è importante è che si continui a lavorare insieme: Regione, Provincia, Comune e la struttura del generale Mario Morelli in accordo con governo e Parlamento»

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