Maddaloni

Masseria Monti, le scorie rimosse i due tempi

14 novembre 2010 - Giuseppe Miretto
Fonte: Il Mattino Caserta

Masseria Monti Maddaloni Intesa Provincia-Regione per garantire subito la sicurezza ambientale. Poi, stornando una parte esigua dei 10 milioni di euro destinati alla bonifica de Lo Uttaro, potranno essere avviate le dovute indagini e caratterizzazioni sull’area di cava dell’ex-Masseria Monti, sito storico (oggi privo di protezione) per lo stoccaggio clandestino di «scorie di fusione» e l’occultamento di «fusti contenenti rifiuti speciali». Umberto Arena, assessore provinciale all’ecologia, ha presentato il piano per il contenimento dei «rischi collegati ai siti clandestini abbandonati» ma interessati da fenomeni di fuga persistente di inquinanti. Tra l’ex-statale 265, la variante Anas Maddaloni-Capua e San Marco Evangelista preoccupano l’emissione di vapori di benzene, associati a toluene, etil-benzene e xileni (dati Arpac) e le concentrazioni anomale di Cadmio nei suoli. Così, in attesa che Giovanni Romano, titolare della delega regionale all’ecologia, autorizzi il finanziamento straordinario, si chiederà alla Procura della Repubblica l’autorizzazione per l’adozione delle misure di protezione urgenti indicate dall’Arpac; rifacimento e ripristino temporaneo delle coperture franate per cancellare le fumarole, recinzione del sito e perimetrazione dell’area a rischio. «L’unica speranza per approdare al risanamento ambientale – dice Giancarlo Liccardo (Legambiente Calatia) - è sbloccare il cofinanziamento collegato alla bonifica e messa in sicurezza de Lo Uttaro». Diversamente, spenta l’eco creata dall’apertura delle fumarole, l’area ridiventerà un cimitero dei veleni dimenticato.

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