A S. Maria Capua Vetere continua la protesta ma ieri dopo gli avvisi niente file di camion

Stir, adesso passa solo il percolato

I lavoratori del consorzio: "non siamo criminali, chiediamo certezze"
13 novembre 2010 - Maria Cristina Monaco
Fonte: Il Mattino Caserta

Stanchi delle promesse ed esasperati da una situazione lavorativa che vedono ancora più ingarbugliata di prima. Sono i dipendenti del Consorzio unico di bacino Napoli–Caserta che da mercoledì protestano dinanzi ai cancelli dell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere impedendo il conferimento dei rifiuti. Quella di ieri - la terza - è stata una giornata di mobilitazione tranquilla. Il sito è ancora presidiato da un gruppo di lavoratori; in mattinata era stato rimosso il camion che ostacolava l’accesso all’impianto ma solo per consentire l’ingresso ai mezzi che ritirano il percolato. Sono questi gli unici a cui è consentito il passaggio dai manifestanti; dopo qualche ora tutto è ritornato alla normalità. L’unica differenza rispetto ai giorni precedenti è nella completa assenza della fila di camion in attesa di conferire i rifiuti ma la spiegazione sta nella comunicazione del responsabile dello Stir. Inoltrata ai comuni del Casertano e ai 18 comuni del napoletano autorizzati a sversare a Santa Maria, dispone fino al 15 novembre il conferimento dei rifiuti presso altri impianti a causa della protesta in corso. Intanto, stanchi ed infreddoliti i dipendenti continuano a manifestare; il presidio continuerà fino a quando non sarà garantito loro il pagamento delle due mensilità arretrate. «Ci fanno apparire come criminali – dicono con amarezza – come quelli che non vogliono lavorare, noi abbiamo sempre dimostrato di essere dei gran lavoratori ma ora siamo stanchi delle promesse e vogliamo garanzie per il nostro futuro. Non siamo criminali, solo padri e madri di famiglia che fanno fatica anche solo ad assicurare un pasto caldo ai figli». Accanto a loro Giulio Testore, il segretario provinciale della Fiadel, l’unica sigla sindacale che appoggia il presidio. «Ci siamo detti contrari - dice Testore - all’accordo stipulato da Cgil-Cisl e Uil in base al quale viene garantito solo una parte delle mensilità arretrate. Noi non ci muoveremo fino a quando non saranno corrisposte tutte. Fino a questo momento non abbiamo ancora ricevuto alcuna notizia circa l’eventuale firma di mandati di pagamento, quindi il presidio continua». E sull’ordinanza regionale che autorizza il conferimento dei rifiuti del napoletano presso lo Stir di Santa Maria ieri è intervenuto anche il sindaco per rassicurare la cittadinanza. «Si tratta di rifiuti urbani non nocivi raccolti in comuni dove si effettua la differenziata – dice Giudicianni - che vengono, come prevede la legge, tritovagliati, imballati e inviati nell’immediato al termovalorizzatore di Acerra. I quantitativi sversati non incidono sul funzionamento dell’impianto, tarato per valori ben maggiori a quelli così raggiunti e costantemente monitorato, non arrecano danni ambientali e non sostano nello Stir. Il Comune, responsabile sanitario dell’impianto, non era stato preventivamente informato delle disposizioni provinciali ma appena appresa la notizia ha predisposto tutte le verifiche del caso, accertando l’assoluto rispetto della normativa». Intanto, su proposta del consigliere comunale del Pdl Dario Mattucci, supportato dagli altri colleghi di opposizione, è stato convocato per lunedì, alle 19, il consiglio comunale urgente monotematico sui rifiuti. «Mi sono fatto interprete delle diffuse istanze del territorio perché fosse convocata un’assise – dice Mattucci - in cui verificare la maturità di una classe dirigente che, al di là degli schieramenti e delle appartenenze, dovrebbe dimostrare di voler tutelare il nostro territorio e, con esso, il diritto alla salute che rischia così di essere ulteriormente compromesso. Mi auguro, pertanto, che tale maturità si concretizzi in un deliberato conclusivo e unanime, che veda il Comune parte attiva nella difesa dei nostri concittadini»

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