Rifiuti di Napoli, Sibilla blinda il sito di Pustarza

Il presidente: solidarietà solo con regole su quantitativi e qualità dell'immondizia
12 novembre 2010 - Lidia Salvatore
Fonte: Il Mattino

I rifiuti di Napoli potrebbero prendere nuovamente la via delle altre province della Campania. Almeno esistono queste volontà. È la voce che rimbalza, sempre più prepotente, dal capoluogo partenopeo, anche se - dopo la sentenza del Tar del Lazio - non è più possibile immaginare un'ordinanza del Governatore Stefano Caldoro in tal senso. L'ipotesi solidarietà è fattibile esclusivamente previa condivisione delle Amministrazioni Provinciali interessate. Palazzo Caracciolo - a riguardo - non è contrario a prescindere. Il presidente Cosimo Sibilia ha, infatti, confermato la disponibilità di far conferire i rifiuti napoletani presso la discarica di Pustarza, ma a due condizioni che non stravolgono la normale vita dell’impianto nella Valle del Miscano: quantitativi giornalieri invariati e controlli rigidi. L'Amministrazione Provinciale non ammette, infatti, che a Savignano arrivino tonnellaggi superiori agli attuali, che accorcerebbero la vita dell’impianto irpino: se solidarietà per Napoli deve essere, questa sostituirà la quota concessa oggi alla provincia di Salerno che, dovrà provvedere in altro modo. Sibilia chiarisce, inoltre, che i rifiuti in arrivo verrebbero sottoposti ad un controllo puntuale e rigoroso: solo quelli a norma verranno autorizzati per il conferimento in discarica. Sulla vicenda fa chiarezza anche l'assessore regionale all'ambiente Giovanni Romano: «Stiamo verificando la disponibilità delle altre province per un intervento - con quantitativi contingentati per un periodo limitato - che consenta di rimettere in moto gli Stir (ex Cdr) di Giugliano, Tufino e Caivano, saturi di frazione organica stabilizzata derivante dalla tritovagliatura dei rifiuti». Nel caso non dovesse esserci il consenso, riprenderebbe il dialogo con altre regioni. Intanto, dal capoluogo partenopeo arriva un'altra pressione verso un superamento della provincializzazione ed un ritorno alla gestione regionale del ciclo integrato. Nel corso del consiglio provinciale di lunedì, il gruppo del Pd proporrà una revisione del percorso intrapreso «perché - spiega l'esponente del Pd, Giuseppe Cafasso - esaurite Cava Sari e Chiaiano, Napoli non avrebbe possibilità di assorbire ulteriori rifiuti, in quanto è provincia più piccola e più urbanizzata, la più densamente popolata e la più inquinata». «Un percorso simile - spiega, però, ancora Romano - non è fattibile, in quanto la provincializzazione è prevista da una legge regionale e una statale, che non è facilmente modificabile. La gestione sul livello provinciale è derogabile, ma non scaricando altrove i problemi». Nel frattempo, sembra ufficialmente slittato a martedì prossimo il Consiglio dei Ministri che dovrà approvare il nuovo Decreto legge sulla questione dei rifiuti in Campania. Un Dl molto atteso in provincia di Avellino, perché prevede la cancellazione del sito di Pero Spaccone, nel comune di Andretta, dall'elenco delle discariche del Dl 90/08. «Lo slittamento - chiosa Romano - è penalizzante perché il Dl dovrebbe contenere una serie di misure importanti, come l'anticipazione dei fondi Fas, per consentire l'accompagnamento verso l'ordinarietà della gestione del ciclo integrato».

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