«Un tesoro a portata degli imprenditori ma da noi manca la cultura del riciclo»

Mendia, relatore del documento per conto dell'Unione Industriali: "Serve un patto pubblico-privato"
11 novembre 2010 - Antonio Vastarelli
Fonte: Il Mattino

L'ingegnere Massimo Mendia, relatore per l'Unione industriali di Napoli del documento di valutazione sul Piano rifiuti presentato dalla Regione Campania, si dice certo che l'immondizia sia una risorsa.
Eppure, ingegnere, mandiamo i sacchetti in giro per il mondo dove ci sono imprese che li trasformano in oro. «Anche da noi ci sono tante imprese che lo fanno».
E allora perché continuiamo a mandare fuori i rifiuti? «Perché mancano gli impianti. In Campania abbiamo un ciclo industriale adeguato per la selezione e il pretrattamento della frazione riciclabile (plastica, vetro, carta, metalli), per la sua trasformazione in materiale prelavorato e anche per il riutilizzo, soprattutto in cartiere e vetrerie. Il problema, invece, riguarda la carenza di discariche e termovalorizzatori per l'indifferenziata e di impianti per la stabilizzazione e trasformazione dell'organico in compost, biogas o fertilizzante».
Investire in questi impianti non conviene? «È complicato nel momento in cui ci sono impianti pubblici, come nel caso degli Stir, che possono essere più concorrenziali perché non hanno bisogno di realizzare profitti. È necessario progettare una forma di collaborazione pubblico-privato. Infine, sarebbe ora di sbloccare i 150 milioni di euro stanziati per la realizzazione di impianti di questo tipo: il bando regionale è scaduto nel 2008».
Quindi è colpa della Regione? «Mi rendo conto dei problemi politici e organizzativi che sorgono quando ci sono popolazioni che si ribellano. Eppure, in Italia, siamo pieni di discariche e nessuno se ne accorge. E non se ne sarebbero accorti nemmeno a Terzigno se, per due mesi, non avessero sversato in maniera irregolare».
Per far funzionare il sistema serve anche una raccolta differenziata efficiente. Cosa possono fare le imprese per incentivarla? «La mia azienda, la Faber, realizza contatori per una tariffazione personalizzata dello smaltimento rifiuti: io li chiamo scontatori o riciclometri perché identificano il cittadino, pesano i suoi rifiuti e ne valutano anche la qualità. Così ognuno paga per come si comporta. Purtroppo lavoriamo dappertutto, ma pochissimo in Campania».

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