Lotta all'ecomafia, sì bipartisan al richiamo di Napolitano

Il capo della giunta provinciale: patto sociale per arrivare al 50% di differenziata
10 novembre 2010 - Lorenzo Calò
Fonte: Il Mattino Caserta

Consenso unanime del mondo della politica e delle associazioni al monito che ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato sulla necessità di tutelare l’ambiente nonché sull’acquisizione della coscienza ambientale come valore civico. «Non guardare con sospetto chi fa rispettare le regole», ha detto, tra l’altro, il capo dello Stato, secondo il quale «parecchi principi non vengono purtroppo rispettati e, talvolta, non paga neanche chi fa cose gravissime, come la criminalità». In particolare, Napolitano ha citato il caso Caserta: «In provincia di Caserta - si è chiesto - quante discariche abusive sono state fatte per il guadagno della camorra? La lotta contro la criminalità ambientale impegna molto i magistrati e le forze dell’ordine ma occorre anche il sostegno dei cittadini: guai se si guarda con sospetto a chi fa rispettare le leggi». Quanto al cambiamento climatico, Napolitano ha osservato: «Abbiamo un’idea giusta ma che contiene elementi pericolosi, quella per al quale o si agisce tutti insieme o non si può fare nulla». Un invito, quello del Quirinale, prontamente raccolto dal presidente della Provincia Domenico Zinzi: «È la dimostrazione - spiega - dell’attenzione che il capo dello Stato riserva a Caserta. Il punto è: non basta soltanto l’impegno delle istituzioni, ma occorre un’adesione piena da parte dei cittadini, una presa di coscienza profonda da parte di tutti. E il mio invito è questo: impegniamoci tutti per la differenziata, diamoci un obiettivo e cerchiamo di vincere la sfida: in un anno raggiungere il 50 per cento di differenziata, mentre attualmente siamo al 30 come media certificata provinciale. Su questo, sarebbe un bel segnale siglare un vero e proprio patto sociale. Ma - precisa Zinzi - vorrei anche evidenziare gli sforzi che questa provincia sta compiendo per rendersi autonoma nella gestione del ciclo dei rifiuti. Eppoi, anche i livelli istituzionali della Campania devono comprendere che questo territorio ha per anni accolto l’80 per cento dell’immondizia proveniente da ogni punto della Campania, una situazione che oggi si riverbera sui costi, certamente alti per i cittadini, della Tarsu. Questo perché non solo costano le discariche aperte, ma costano anche quelle chiuse». D’accordo con l’analisi del Colle si è detto il senatore del Pdl Gennaro Coronella, componente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie: «Il problema dell’ambiente - ha sottolineato - come quello dell’approvvigionamento della risorsa idrica o dell’energia, non va inquadrato come terreno di scontro politico o di polemica di parte ma come acquisizione di una coscienza civica. Per questo plaudo al richiamo di Napolitano. Purtroppo - aggiunge l’esponente Pdl - negli ultimi 15 anni l’emergenza è diventata ordinarietà, le amministrazioni locali sono state esautorate da una gestione commissariale che ha del tutto perso il controllo sul sistema rifiuti». A Coronella ha fatto eco il collega deputato del Pd Stefano Graziano, anche lui componente della Bicamerale sulle ecomafie: «Ci sta talmente a cuore la soluzione del problema rifiuti che come Pd presenteremo a giorni una proposta di legge ad hoc per la Campania - spiega - I punti salienti sono: regole e tempi certi per la realizzazione dei due termovalorizzatori di Napoli e Salerno; il via libera alle discariche provinciali con un vincolo di solidarietà regionale che però tenga conto dei conferimenti già avvenuti in passato, motivo per il quale non si potrà chiedere agli impianti del Casertano di accollarsi tutti i rifiuti di Napoli; poi scissione del personale e degli esuberi tra i due rami del Consorzio unico e infine affidamento degli impianti alle Province, della raccolta ai Comuni con l’espletamento delle gare d’appalto affidate alla Stazione unica appaltante». A detta del presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, componente del comitato tecnico-scientifico dell’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, «la cultura ambientale va compresa come atto di amore per il territorio e come coscienza civica. Ecco perché ci siamo battuti per l’introduzione dell’educazione ambientale nei percorsi scolastici, perché una nuova sensibilità diventi patrimonio condiviso non solo negli amministratori ma anche nei cittadini: insomma, oggi è più che mai necessario che la cultura ambientale si affermi come valore collettivo e non come questione residuale». Infine, secondo l’assessore provinciale Marco Cerreto - che sarà impegnato da oggi a sabato a Padova all’assemblea annuale dell’Anci proprio sul tema dello sviluppo sostenibile - «il federalismo impone ai Comuni scelte chiare e precise per la tutela ambientale come bene irrinunciabile».

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