Iervolino indagata per epidemia colposa «Il ministero mi disse: nessun problema»

Il sindaco: in un rapporto del 2008 escluso l'aumento di malattie infettive connesse all'emergenza rifiuti
10 novembre 2010 - lu.ro.
Fonte: Il Mattino

«I provvedimenti della magistratura vanno rispettati non commentati, certo trovo strano essere accusata di epidemia colposa. Nello stesso periodo, siamo a gennaio del 2008, il ministero della salute disse che non c’erano problemi di salute». Il sindaco Rosa Russo Iervolino a 24 ore di distanza dall’avviso di conclusione indagine dove è accusata di epidemia colposa e omissione di atti d’ufficio insieme all’ex governatore Antonio Bassolino e ad altri 34 sindaci della provincia, racconta la sua verità. Mostra un documento dell’8 gennaio 2008 del ministero della Salute dove la situazione sanitaria è così descritta malgrado la spazzatura fosse ai primi piani dei palazzi: «I dati disponibili sulle notifiche di malattie infettive e contagiose non mostrano un andamento particolarmente atipico eventualmente riferibile all’emergenza rifiuti». Un documento che la Iervolino ha messo a disposizione dei carabinieri che ieri alle 13 - mentre era in corso il Consiglio comunale - lo hanno acquisito nel suo studio con un altro voluminoso studio sulla materia. «Questa epidemia che va da Pozzuoli a Casoria, da Casavatore a Procida mi pare un pochino strana - spiega la Iervolino - comunque aspettiamo la magistratura». «Ci sono sindaci e commissari governativi, quindi funzionari di Prefettura - racconta l’ex ministro dell’Interno - se veramente ci fosse stata un’inerzia di tutti nei confronti di un pericolo di epidemia, essendo il sindaco autorità sanitaria avrebbe dovuto prendere misure come la derattizzazione, un avviso ai cittadini, vaccinazioni per i più piccoli. Ciò che è strano è come si fa a diffondere un’epidemia che non c’è». La Iervolino è tranquilla: «Come al solito rispetto i ruoli e sono a a disposizione della magistratura, se mi chiama, anche domani mattina, vado di corsa, ma non mi permettere mai di telefonare». Anche in un’altra circostanza, come ha ricordato, «mi mandarono a chiamare per la storia del custode di una scuola che avevamo fatto rimanere lì anche da pensionato perché non trovava un posto dove andare ad abitare». «Poi il magistrato - ha precisato - si rese conto, molto tranquillamente che non è reato dare alloggio a chi ne ha bisogno». La Iervolino a chi le fa notare che il premier Silvio Berlusconi continua a sostenere che l’emergenza è tutta colpa del Comune replica così: «Non è il governo è una sola persona che mi attacca strumentalmente e alla quale non replico».

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