«Rispetto per la nostra terra» La marcia dei sindaci dell’Agro

I primi cittadini dell'aversano bloccati all'ingesso del sito
7 novembre 2010 - Lorenzo Iuliano
Fonte: Il Mattino Caserta

Il manipolo di sindaci casertani con le fasce tricolori arriva a pochi centimetri dal muro di poliziotti in assetto antisommossa. Due facce dello stesso Stato che si fronteggiano, fin quando i responsabili delle forze dell’ordine li ricevono e, con altri cinque cittadini e il padre comboniano Alex Zanotelli, li scortano all’ingresso di Taverna del re, il grande sversatoio riaperto per far posto all’immondizia di Napoli, scaricata «tal quale» sulla piazzola numero 12. È la giornata casertana della protesta, 300 persone in corteo dal quadrivio di Trentola-Ischitella che si sommano agli altri manifestanti arrivati da Lago Patria, diventando poco meno di mille. Vengono in gran parte da Parete, con il consiglio comunale quasi al completo. Ci sono quelli del Wwf, delle associazioni cattoliche, due autobus di studenti e nessun simbolo di partito. In prima fila i sindaci di Aversa Domenico Ciaramella, di Cesa Vincenzo De Angelis, di Teverola Biagio Lusini, di Lusciano Luciano Fattore, di Parete Luigi Verrengia, di Villa Literno Antonio Ciliento e i delegati di Casapesenna, Lello De Rosa, e Villa di Briano, Vincenzo Pellegrino. Nessun collega della provincia di Napoli. Ai primi cittadini viene impedito di varcare i cancelli di Taverna del re, tornano tra la delusione della gente. Ciaramella cerca di spiegare: «Non ci hanno fatto entrare, perché l’area è zona militare, ma abbiamo ottenuto chiarimenti al telefono dall’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano». Le rassicurazioni: «Per ora i camion non stanno sversando. Poi hanno escluso – fa sapere – che saranno create altre piazzole e ci hanno informato che tra due settimane inizieranno a togliere i rifiuti a terra, al ritmo di 100 tonnellate al giorno». Nessuno ci crede. Ma dove andranno? Raffaele Del Giudice di Legambiente avverte: «L’unico disegno che hanno è riaprire la discarica di Settecainate». Se si prende come centro ideale il mercato ortofrutticolo di Giugliano, si contano 43 discariche in 15 km quadrati, secondo l'associazione. «Non ci possono più essere cittadini di serie A e B, la pazienza è finita», tuona Ciliento. Comuni stretti nella morsa delle discariche: «Da un lato il polo di Maruzzella, dall’altro Taverna del re; siamo stati più che solidali con il resto della Campania», ricorda il vicesindaco di Casapesenna. Invocano soluzioni definitive, come sottolinea Verrengia: «L’agro aversano non è la terra del no, ma pretendiamo rispetto e un percorso condiviso che porti alla bonifica di quest’area». Per strada musica e numeri da giocolieri «in nome del popolo inquinato». Il corteo di giovani urla: «La gente come noi non molla mai». Sono pochi, ma qui la tensione civile è diventata rassegnazione, «perché politica e istituzioni sono andati troppo spesso a braccetto con la camorra e le ecomafie». Padre Zanotelli aggiunge: «È la popolazione più minacciata, sono meravigliato che non ci sia ancora consapevolezza, anche se noto segnali di cambiamento». Felicetta Parisi, neonatologa, teme una «strage degli innocenti»: «La società italiana di pediatria ha segnalato in Italia un incremento del 10 per cento di leucemie e linfomi tra 0 e 1 anno. In Campania il dato è più alto, ma il registro regionale dei tumori è aggiornato a 5 anni fa, manca il periodo più nero». Intanto i ragazzi applaudono. Sono appena riusciti a imporre la retromarcia a due blindati della polizia.

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