Traffico di percolato e scorie industriali, indaga la Procura

Aperto un fascicolo a Isernia sull'asse tra Campania e Molise
Sospetti su infiltrazioni dei clan
6 novembre 2010 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

Uno scenario tutto da esplorare, connessioni e commistioni sulle quali è opportuno indagare. E collegamenti, soprattutto, con vecchie inchieste campane e con fatti, nomi e circostanze che si ripetono secondo un canovaccio noto ma in un territorio vergine. L’asse tra Campania e Molise esiste, fino a che punto è radicato ancora non si sa. Ed è quanto la Procura di Isernia ha deciso di accertare alla luce degli episodi denunciati dalla rete ambientalista e da inchieste giornalistiche. Sul traffico di rifiuti industriali e di percolato è stato aperto un fascicolo. Già iniziate le verifiche investigative, con i controlli su strada. Il capo della Procura, Paolo Albano, ha infatti disposto che l’area al confine tra le province di Caserta e di Isernia venga presidiata dalla polizia stradale e dai carabinieri, incaricati di fermare i camion che trasportano i rifiuti e attraversano quotidianamente la statale Telesina, la Trignina, la Bifernina. Particolare attenzione sarà posta nel presidio dell’area industriale di Pozzilli-Venafro, dove insiste lo stabilimento (chiuso) della Fonderghisa, rilevato dalla Gepi dall’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano, Giuseppe Ragosta, e fallito nel 2005. Diverse testimonianze indicano il sito quale terminale di rifiuti industriali smaltiti illegalmente nel corso della notte. Negli anni passati, denunciano alcuni ex dipendenti dello stabilimento, negli altiforni sarebbero stati fusi i rottami ferrosi di mezzi militari che erano stati impiegati nella ex Jugoslavia e che sarebbero stati contaminati dall’uranio impoverito. Sempre in quell’area industriale insiste la Colacem, impianto di betonaggio dei fratelli Caturano, gli imprenditori di Maddaloni che curano anche il trasporto dei rifiuti dalla Campania al Molise. Antonio Caturano alcuni anni fa fu arrestato per traffico illegale di rifiuti: era stato fermati dai carabinieri ai cancelli dello stabilimento. In corso di verifica anche i rapporti tra i Caturano e la Essebiesse Power, la società romana che ha vinto il ricorso al Consiglio di Stato contro il ministero dei Beni Culturali e che ha ottenuto il via libera all’installazione di 16 pale per l’energia eolica a ridosso dell’area archeologica di Sepino, un piccolo gioiello sannita-romano. Uno dei soci della ditta, Gennaro Spasiano, è casertano. Negli anni passati, nella veste di commissario ad acta per il piano regolatore di Sessa Aurunca, era stato al centro di una polemica che aveva riguardato la concessione rilasciata alla Cacem (un’altra società del gruppo Caturano) per la realizzazione di un impianto per la macinazione dei semilavorati (clinker) in costruzione, in località Quintola, nell’area della Morteo industrie. La variante era stata concessa a febbraio del 2007 da Spasiano e successivamente revocata dal Comune di Sessa Aurunca. Sarà la Dda di Campobasso, invece, a occuparsi delle possibili infiltrazioni del clan dei Casalesi nello stesso settore del trasporto dei rifiuti dalla Campania al Molise. Anzi, dalla Campania al depuratore Cosib di Termoli nel quale, secondo alcune testimonianze, sarebbe sversato il percolato prodotto dalle discariche gestite dal Consorzio unico Napoli-Caserta, dal Ce4, da Taverna del Re. Trasporto curato proprio dai Caturano, da alcuni collaboratori di giustizia (Raffaele Piccolo ed Emilio Di Caterino) indicati quali imprenditori collegati alle famiglie Schiavone e Zagaria. Il sindaco di Termoli ha preannunciato il divieto di transito ai camion provenienti da fuori regione, da più parti viene anche chiesto il commissariamento del Cosib, gestito dal Consorzio degli industriali di Termoli

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