Maruzzella, un'altra giornata di caos

Protesta dei lavoratori del Cub ancora senza salario. Stamattina vertice in prefettura
3 novembre 2010 - Davide De Stavola
Fonte: Il Mattino Caserta

San Tammaro San Tammaro La situazione per il Consorzio unico di bacino per la raccolta dei rifiuti si fa sempre più complicata. Unica nota positiva, al convocazione - arrivata in serata - di un vertice per questa mattina a partire dalle 10,30 in prefettura a cui parteciperà il presidente della provincia Domenico Zinzi, il commissario liquidatore Gianfranco Tortorano, alcuni responsabili del Consorzio e i sindacati. Una svolta che arriva dopo ore di tensione fortissima. Già dal primo mattino, i lavoratori del Cub erano in stato di agitazione. Una nota del Comitato avvertiva che dalle 8 e 30 i dipendenti si consideravano in sciopero garantendo soltanto i servizi essenziali per le carceri, gli ospedali, le cliniche, le aree mercatali e i cimiteri. Come di consueto «Maruzzella» è stato il punto più caldo della protesta: lì, nella discarica di San Tammaro, gli operai hanno inscenato una nuova manifestazione contro i vertici dell’ente consortile. Verso le 10.30 alcune decine di loro hanno occupato il varco mentre cinque camion hanno sversato sacchi di spazzatura lungo tutta la carreggiata, impedendo a tutti gli autocompattatori che arrivavano sul posto, di raggiungere l’entrata del sito. Il gruppo di manifestanti si è via via ampliato, fino a comprendere una cinquantina di persone. Sul luogo sono intervenute le forze dell’ordine che hanno soltanto sorvegliato sul pacifico andamento della dimostrazione. Questa volta la protesta non accenna a rientare, anzi il Comitato fa sapere che si andrà avanti almeno fin quando non saranno pagate le spettanze arretrate. Stipendi dunque ma non solo. Tra i motivi della rivolta, infatti, vi sono anche tutte le carenze generate in ambito lavorativo dalla crisi irreversibile del Consorzio: assenza di sistemi antinfortunistici e di protezione, assenza di un piano sanitario adeguato, la mancanza di un vestiario secondo normative vigenti e della medicina preventiva (a partire dalle vaccinazioni), per gli operatori. L’insofferenza tra i lavoratori, inoltre, è alimentata dalla circostanza che, mentre per i 1250 dipendenti dell’articolazione casertana non si vede alcuna speranza per lo stipendio dei mesi di settembre e ottobre, i loro colleghi della provincia di Napoli hanno avuto assicurazione dal presidente della provincia di Napoli che i soldi per i salari di settembre sono stati trasferiti all’agenzia incaricata del pagamento. I manifestanti con un comunicato diffuso ieri addossano la colpa del dissesto all’atteggiamento dei sindaci che fanno parte del Consorzio unico, i quali, non versando le quote all’ente sovracomunal, hanno bloccato di fatto l’erogazione del servizio. Intanto le segreterie dei sindacati confederali fanno sapere che la protesta non è avvenuta per loro iniziativa. Cgil, Cisl e Uil, difatti, attendevano per la giornata di ieri una convocazione in Prefettura, dopo aver effettuato un sit–in mercoledì e giovedì della scorsa settimana nel capoluogo di Terra di Lavoro (e nella giornata di venerdì a Napoli), per protestare contro le istituzioni e chiedere interventi concreti a favore dei lavoratori. Nel frattempo, da Giugliano arriva la notizia che l'ex sindaco di Camigliano, Vincenzo Cennamo ha portato la sua solidarietà ai manifestanti di Taverna del Re. Cennamo è stato rimosso dall'incarico di primo cittadino sebbene abbia raggiunto nei mesi scorsi un'altissima percentuale di raccolta differenziata. Il provvedimento è però scattato perchè non ha voluto aderire alla gestione provinciale dei rifiuti. Cenname, commetando gli ultimi sviluppi della crisi dei rifiuti, ha detto che secondo la sua esperienza si esce dall'emergenza solo puntando sulla separazione dei rifiuti e sul successivo riutilizzo delle materie riciclabili. «Se tutti facessero così -ha concluso - l'impianto di Acerra sarebbe più che sufficiente».

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