Berlusconi all'attacco: la colpa è tutta del sindaco

"Il governo ha ereditato la crisi e l'ha risolta in 58 giorni". L 'Asìa sversa materiale non trattato
3 novembre 2010 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

L’emergenza rifiuti è da settimane una spina nel fianco del governo e Berlusconi, dopo essere stato ad Acerra e Napoli nella scorsa settimana, è tornato ieri sull’argomento inaugurando il salone del ciclo e motociclo di Milano. Il premier ha sostenuto che «il governo ha risolto la situazione, non si può attribuirgli colpe che non ha» e ha ricordato che il governo «ha ricevuto in eredità i rifiuti» e all’inizio della legislatura il problema «è stato risolto in 58 giorni». Poi è tornato su quello che è diventato ormai un suo cavallo di battaglia, sostenendo che tutte le responsabilità sono da attribuire alla «giunta di sinistra guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino». Al primo cittadino di Napoli il premier ha addossato la responsabilità per la puzza proveniente da Cava Sari a Terzigno e per la mancata raccolta dei rifiuti. Secondo il presidente del consiglio i cattivi odori sarebbero stati provocati dal mancato trattamento dell’umido che, ha sostenuto il premier, doveva essere fatto dall’azienda comunale che invece «non ha fatto il lavoro di pulizia della spazzatura e ha immesso direttamente tutto in una cava». In una sorta di botta e risposta a distanza quasi contemporaneamente la Iervolino a margine delle celebrazioni della giornata dei defunti nel cimitero di Poggioreale, ha sostenuto: «Io non partecipo al gioco del ping pong di chi butta la palla addosso agli altri». E poi ha sottolineato: «L'Asìa (la società partecipata del Comune di Napoli addetta alla raccolta della spazzatura, ndr) sta facendo l’impossibile e per questo va detto grazie ai lavoratori che hanno anche pagato con la vita di uno di loro». Il riferimento è alla morte del dipendente dello stir di Giugliano, Silvano Di Bonito, morto in un incidente sul lavoro domenica scorsa, nel corso di un turno straordinario al quale era stato chiamato proprio a causa della nuova emergenza. Per il primo cittadino non avrebbe guastato «un po’ più di prudenza prima di dichiarare giorni fissi per la fine dell'emergenza». Il premier aveva infatti annunciato il 22 ottobre a Roma che le difficoltà sarebbero state superate in dieci giorni per poi dire il 28 ottobre ad Acerra: «In tre giorni i rifiuti spariranno dalle strade». E ieri Berlusconi è tornato sul caso Campania mostrando ancora ottimismo. Riferendosi al caso di Terzigno «che abbiamo risolto», ha spiegato che «la cava diventerà un grande parco, come la Montagnetta di Milano, quando sarà riempita, e il governo ha risolto la situazione, quindi non si può attribuirgli colpe che non ha». La Montagnetta di San Siro, infatti, è stata creata proprio partendo da un cumulo di rifiuti. Ma a Terzigno, nonostante il progetto di risanamento della cava che una volta esaurita dovrebbe diventare un parco, e nonostante la decisione di non aprire Cava Vitiello la ribellione continua e i comitati continuano a dire no alla riapertura della discarica. Una situazione complessa, visto che contemporaneamente i manifestanti bloccano i camion diretti a Taverna del Re, che già ospita due milioni e mezzo dei sei milioni di balle che infestano la Campania. Proprio di Cava Vitiello si è parlato ieri nel corso del vertice tenutosi in Prefettura e al quale hanno partecipato Bertolaso e i rappresentanti degli enti locali. Sembra che il provvedimento di esclusione dell’invaso dall’elenco di quelli previsti dalla legge potrebbe essere portato in Consiglio dei ministri già venerdì prossimo. Gli impianti di tritovagliatura intanto scoppiano, le file dei camion che dovrebbero sversare sono chilometriche e nelle strade di Napoli e Provincia continuano ad accumularsi i rifiuti. Ma il presidente del consiglio sostiene: «Questo governo è concreto, pragmatico e capace e interviene in tutte le situazioni nazionali e internazionali».

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