Oggi l’ultimo vertice, a Napoli resterà il generale Morelli

Tavolo tecnico con gli enti locali per definire il piano di gestione dello smaltimento rifiuti
2 novembre 2010 - d.d.c
Fonte: Il Mattino

Bertolaso se ne va. Per la terza volta il sottosegretario lascia Napoli. Oggi in prefettura il passaggio di consegne in una serie di incontri tecnici con gli enti locali. L’obiettivo: organizzare «tutte le iniziative tecniche e operative utili per porre le istituzioni competenti nelle migliori condizioni possibili per riorganizzare e migliorare i piani di smaltimento dei rifiuti di competenza della Regione, della Provincia e del Comune di Napoli», come è scritto in un comunicato. La struttura militare guidata dal generale Morelli, scrive il dipartimento, «continuerà ad assistere» gli enti locali «nella programmazione dei flussi per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani fino alla piena normalizzazione delle attività in corso e nell’opera di analisi, verifica e sistemazione della Cava Sari». Nel secco comunicato di ieri la Protezione civile spiega che con l’accordo raggiunto tra il presidente del Consiglio e i diciotto sindaci dell’area vesuviana sulle discariche di Cava Sari e cava Vitiello, «viene a cessare il ruolo di affiancamento della Protezione civile alle autorità locali nella gestione dello smaltimento dei rifiuti in Campania». Il sottosegretario, era arrivato a Napoli il 22 ottobre inviato da Berlusconi a risolvere l’ennesima crisi. Ufficialmente l’incarico affidato ai tecnici della Protezione civile, come si legge nel comunicato del governo, è quello di subentrare all’Asìa nella gestione di Cava Sari dalla quale arriva una puzza insopportabile come sostengono i manifestanti che da tempo bloccano Terzigno e dintorni incendiando camion, picchiando autisti, impedendo gli sversamenti. Ma l’ordinanza prefettizia che avrebbe dovuto sollevare dall’incarico la partecipata del Comune di Napoli non arriverà mai. Il sottosegretario, invece, incontra in prefettura il governatore Caldoro, il presidente della provincia Cesaro e i sindaci dei quattro comuni vesuviani che gravitano nell’area della discarica: Terzigno, Boscoreale, Trecase e Boscotrecase. L’idea è quella di togliere dal piatto la discussione su Cava Vitiello, la seconda discarica che la legge prevede di aprire nel parco del Vesuvio, e di puntare sul risanamento del sito già in funzione. I primi cittadini respingono ogni ipotesi di accordo su quelle basi. Passano ventiquattro ore e Bertolaso parla di «sospensione sine die» di cava Vitiello. Nuovo no dei rappresentanti locali. Dalla loro parte si sono da tempo schierati l’assessore regionale Giovanni Romano e il presidente della Provincia, Luigi Cesaro. Meno di una settimana dopo ad Acerra arriva Berlusconi che tiene una conferenza stampa nella quale non annuncia sostanziali novità. Subito dopo il premier vola a Bruxelles e al ritorno di ferma nuovamente in città per incontrare i sindaci dei diciotto comuni della zona rossa: annuncia di essere pronto a modificare la legge che prevede l’apertura della seconda discarica. Bertolaso sorride al suo fianco. Ma nel primo pomeriggio di ieri detta alle agenzie il comunicato di addio.

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