Discarica Napoli anche il maltempo frena la raccolta

A Chiaiano mezzi bloccati dal fango
oggi si toccherà quota 2300 tonnellate
2 novembre 2010 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

I rifiuti in strada a Napoli Un crescendo spaventoso e insopportabile, così anche stamane in strada ci saranno 100 tonnellate in più rispetto a domenica, si passa da 2200 a 2300. Ha ragione chi dice e pensa che al peggio non c’è limite. Perché un nuovo aggravarsi della situazione? Non si è potuto scaricare a Taverna del Re, i camion sono rimasti bloccati o sono dovuti tornare indietro. Quindi, essendo quella di Giugliano l’unica discarica attiva, l’effetto dello stop si è subito riverberato su Napoli. Non è finita qui: sono stati nuovamente aggrediti gli autisti di Asìa, in due sono stati picchiati appesantendo il clima all’interno di un’azienda sotto pressione per il lavoro che non fa e per quello che è costretta a fare in questa nuova fase di emergenza. Ci sono stati - in questa specie di apocalisse - problemi ancora un volta a Chiaiano. Nella sostanza piove sul bagnato, è il caso di dire. Perché quando piove per i mezzi è difficile percorrere le strade interne alla discariche che franano. Si tratta di percorsi costruiti con i rifiuti. E quando queste vie non franano si inzuppano e rendono lentissima la velocità dei mezzi che si bloccano come se fossero al centro di sabbie mobili. Una questione che sta rendendo i rapporti con Asìa e il Comune molto elettrici. Chiaiano - giova ricordarlo - durerà fino a primavera, poi si chiude. la discarica verrà sigillata e sopra verranno piantumati migliaia di alberi. Quel pezzo di città farà parte addirittura di un parco. Anche ieri sono giunte rassicurazioni che al di là di ogni emergenza Chiaiano ha già dato e nulla più si farà da quelle parti. Gli intoppi di ieri hanno spento qualche spiraglio di luce e speranza in chi immaginava per il fine settimana di tornare alla normalità. Non accenna dunque a migliorare la situazione rifiuti a Napoli, che continua a dare di sè l’immagine degradata delle ultime settimane, con strade sporche e vere e proprie mini-discariche a cielo aperto anche in centro: cumuli enormi che coprono interi tratti di marciapiede, con passanti costretti a inventarsi slalomisti. Rifiuti a Napoli Al corso Amedeo di Savoia, dove si sta tentando di alleggerire l’impatto della crisi, con un doppio turno ci sono almeno 500 tonnellate a terra. Un enorme montagna di immondizia si è formata proprio di fronte all’ingresso della Asl. Così chi va dal medico per avere un consiglio o fare un controllo passando per quei luoghi malsani rischia di ammalarsi veramente. In serata il vero e proprio nubifragio che si è abbattuto sulla città ha spento decine di roghi che davano a Napoli un’atmosfera ancora più cupa per i fumi dei roghi appiccati un po’ ovunque. Nell’area flegrea - per esempio - ci sono 750 tonnellate a terra che coinvolgono i quartieri di Bagnoli, Fuorigotta e la vicina Pozzuoli rendendo la panoramica via Napoli una specie di passeggiata dell’orrore. Una situazione insostenibile e al limite del collasso. Anche nelle vie del centro antico e nei Decumani - dove le strade strette rendono ancora più orrenda la crisi dei rifiuti - si sente che la gente è allo stremo. Le decine di botteghe artigiane devono contendere lo spazio ai rifiuti, per non parlare delle pizzerie e delle trattorie che in quel tratto di strada sono tantissime. Difficilmente attraversare montagne di rifiuti concilia l’appetito. Se in centro la situazione è così tragica figuriamoci in periferia. Il quartiere di Pianura che con la sua megadiscarica per anni ha accolto i rifiuti di tutta la regione è allo stremo. Così come nella periferia orientale centinaia di migliaia di napoletani si affacciano al balcone e hanno montagne di rifiuti che toccano il primo piano delle loro abitazioni.

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