Il caso Castel Volturno

Il sindaco: voglio la discarica Scoppia la rivolta

Associazioni e opposizioni contro l'autocandidatura
E Scalzone fa dietro-front
31 ottobre 2010 - Vincenzo Ammaliato
Fonte: Il Mattino Caserta

Castel Volturno. Mentre nei territori vesuviani e a Giugliano la gente è tutt’ora mobilitata per impedire nuovi conferimenti di rifiuti, anche a Castelvolturno l’immondizia è oggetto di accesi dibattiti. Ma in questo caso, siamo soltanto nel campo teorico, che trova spunto dalla disponibilità mostrata la scorsa settimana dal sindaco del posto, Antonio Scalzone, ad ospitare sul litorale domizio una nuova discarica di rifiuti urbani. Il primo cittadino aveva lanciato il classico sasso nello stagno comunicando a Il Mattino la sua idea e cercando la disponibilità dell’intero assise cittadino ad ospitare un nuovo sito ecologico, a fronte dei soldi necessari a sanare le casse comunali sull’orlo della bancarotta. Ma mentre i suoi uomini hanno preferito non esporsi, i consiglieri d’opposizione, al contrario, hanno già mostrato in maniera compatta la propria contrarietà alla proposta. «Castel Volturno ha già dato in materia di rifiuti, di discariche e di ammalati di malattie tumorali - sottolinea in maniera laconica Alfonso Caprio, del partito democratico - e per questo non riteniamo di rpendere assolutamente in considerazione la proposta». Gli fa eco il capogruppo della minoranza in consiglio, Ferdinando Letizia, secondo il quale «la creazione di una nuova discarica a Castelvolturno non è assolutamente ipotizzabile, in cambio di qualsiasi cifra di denaro». Speculare il pensiero di Antonio Leone di Liberamente, il quale in un comunicato ufficiale del suo partito ha rimarcato i rischi ambientali e sanitari cui andrebbe in contro il territorio qualora ospitasse un nuovo sito ecologico. «Venti milioni di ero - scrive il vicepresidente di Liberamente Leone - non possono valere la salute di un intero popolo». Mentre Tommaso Morlando, presidente di Officina Voltuno, ed ex assessore all’Ambiente, bocciando la proposta, propone l’accento ancora una volta sulla mancata bonifica della discarica Sogeri, che produce da anni un inquinamento nelle falde acquifere che arriva a circa quaranta metri di profondità, danneggiando l'economia dell'intero territorio e minando la salute dei cittadini». Inondato da una tale mole di polemiche, Antonio Scalzone fare un passo indietro. «Resto convinto della bontà della mia idea - conferma il sindaco di Castel Volturno - ma valutando l’atteggiamento dei consiglieri d’opposizione preferisco non portare avanti la proposta». Per molti sul litorale domizio questa decisione è una vittoria, che allontana lo spettro della terza discarica dopo quelle di Sogeri e di Bortolotto. Eppure, per il primo cittadino Scalzone si tratta «dell'ennesima occasione persa per il territorio. Il municipio di Castelvolturno – ha detto il sindaco – ha oltre trenta milioni di euro di debiti che non riesce a onorare. Quotidianamente arrivano al Comune da almeno tre mesi nuovi atti ingiuntivi da parte di creditori non pagati. A breve, peraltro - ha aggiunto Antonio Scalzone - mi troverò costretto a sospendere numerosi servizi comunali, fra i quali quello del trasporto scolastico, perché non abbiamo i soldi necessari per sostenerli. In questa situazione, in pratica, non abbiamo il lusso di poter avere la cosiddetta puzza sotto al naso». E intanto a Castel Volturno seppure non crescono le discariche aumenta il monte debiti al Comune. Il prossimo primo dicembre dovrebbe partire finalmente la raccolta differenziata. All'azienda che si occupa del servizio spettano da contratto sette milio

 

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