Inceneritore De Luca "è solo fumo"

Dal Comune: "Cirielli non favorisce le intese e rallenta l'avvio dell'opera"
31 ottobre 2010 - Gianni Colucci
Fonte: Il Mattino Salerno

«Non parlo: è solo fumo, fumo a manovella». Nel corridoio che separa il suo studio dalla sala del gonfalone, il sindaco lascia in sospeso la sua opinione sulla mossa a sorpresa di Cirielli. Per il presidente della Provincia, dopo il 2 novembre, ogni giorno è buono per bandire la gara d’appalto del termovalorizzatore. «La legge ce lo consente», ha detto nella giunta di venerdì presentando una delibera di indirizzo che consente di mettere in moto la macchina per la gara. Usa un modo di dire caro a Epifani ed Angeletti, sindacalisti come lo è stato lui, per commentare l’iniziativa della Provincia. Ma non va oltre. Dall’entourage si fa sapere che «Il sindaco non commenta atti della Provincia, in doverosa attesa di eventuali sviluppi a livello centrale». In sostanza il sindaco sa bene che quello dell’amministrazione Cirielli è un atto propedeutico importante, ma che abbia conseguenze concrete non può saperlo. Anzi probabilmente non lo sa nemmeno Cirielli, dato che l’intera materia è regolata dalla legge ma - come è accaduto per l’emergenza di Napoli - le norme possono essere superate da decretazioni del governo e dall’urgenza stessa. Si veda quel che è successo per la «modifica» annunciata da Berlusconi per cancellare cava Vitiello e Valle della Masseria dalla legge 123 del 2008. In sostanza De Luca non parla e attende. Ma osserva che la strada dello scontro è quella che Cirielli ha intrapreso. E anche qui il suo silenzio non fa che sottolineare che gli esiti ben diversi da quelle che sono state le indicazioni di Bertolaso. Il capo della protezione civile puntava (lo disse anche da Santoro) ad individuare una strada di mediazione e un lavoro comune tra le amministrazioni sul territorio. Se strategia c’è, oggi per il Comune è quella di voler dimostrare che la forzatura non è il Comune di Salerno a volerla ma altri. Insomma se si ragionasse solo in termini di diritto, allora la strada di Cirielli dovrebbe essere quella maestra, se invece si punta alla collaborazione per fare presto, allora è indispensabile che si giunta ad una condivisione di percorso. Va detto infatti che la disponibilità di spazi in discarica - in Irpinia, nel Sannio o in Calabria - non è infinita. E quindi senza Cava Vitiello e senza Serre bisognerà lavorare a ritmi forsennati per arrivare alla costruzione degli impianti. Il limite è settecento giorni. Ma i tecnici spiegano che le condizioni non ci sono già adesso. Infatti due anni di autonomia significherebbe una gestione virtuosa dell'intero ciclo dei rifiuti, con l'immondizia inviata negli Stir per la riduzione bio-meccanica e l'igenizzazione e poi in discarica oltre ad una reale raccolta differenziata, che oggi non esiste a livelli accettabili. Se invece si fosse in presenza di un ciclo perfetto nei siti arriverebbe meno del 25% delle 5.200 tonnellate prodotte dalla Regione e, quindi, le discariche a disposizione basterebbero per oltre 700 giorni. Il che significa qualcosa in più di due anni che consentirebbero, lavorando a ritmo serrato, la realizzazione dei termovalorizzatori. E lo stesso De Luca su Facebook aggiunge: «Non si può aprire una discarica in un parco naturale, come a Terzigno, cosa che determinerebbe, tra l'altro, penalità rilevantissime da parte dell’Unione Europea. Ma il problema di dove portare i rifiuti da marzo a novembre dell’anno prossimo dobbiamo porcelo: dobbiamo trovare un'alternativa». In questo quadro ogni iniziativa presa d’imperio, senza concertazione, rischia di rivelarsi un boomerang. E mentre De Luca cerca di capire se a livello centrale l’iniziativa verrà accolta in maniera favorevole, sono anche le imprese interessate alla realizzazione dell’opera a vivere nell’incertezza. Il clima di incertezza non certo tranquillizza un investitore che dovrebbe sborsare 300 milioni con prospettive di contenzioso sullo sfondo.

 

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