Pericolo falde acquifere, topi «sentinelle» della salute

Monitoraggio realizzato da "Biogem" di Ariano Irpino sull'impianto di pustarza
31 ottobre 2010 - Daniele Morgera
Fonte: Il Mattino

Ariano Irpino. Da presenze fastidiose ed indice di scarsa igiene dell’ambiente, a sentinelle della sicurezza dei territori interessati dalle discariche. Potenza della scienza: saranno i topi a dirci se gli abitanti delle zone che si estendono in prossimità dei complessi per lo smaltimento dei rifiuti possono dormire sonni tranquilli. È stato realizzato dal Biogem, il centro di ricerca genetica di Ariano, in provincia di Avellino, il primo studio italiano di tossicogenomica applicato ad una discarica, con il monitoraggio biologico dello sversatoio di Pustarza, nel Comune di Savignano Irpino, che proprio nei giorni scorsi ha contribuito di alleviare l’emergenza napoletana assorbendo tonnellate di conferimenti. I primi risultati dello studio, condotto per più di un anno, dal primo settembre 2009 al 27 ottobre 2010 e resi noti in queste ore, sono soddisfacenti perché rappresentano la prima prova scientifica dell’affidabilità degli impianti e del ciclo di lavorazione svolto a Pustarza. Pur nella necessaria e costante vigilanza, dunque, i dati raccolti dal gruppo di ricerca dell’istituto «Gaetano Salvatore» confermano che gli allarmismi rispetto ai temuti rischi sulla salute dell’uomo sono, per ora e nel caso dell’Irpinia, infondati. Non si sono infatti riscontrati effetti patogeni sulle più generazioni di colonie murine che si sono abbeverate sia con acque non contaminate provenienti da pozzi a monte della discarica che con quelle ipoteticamente contaminate prelevate a valle. «L’approccio di questo studio è totalmente innovativo – osserva il Presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, ex Ministro della Ricerca Scientifica – Fino ad oggi con le normali analisi tossicologiche ci si limitava a verificare i livelli delle singole sostanze presenti nell’acqua e nei terreni per capire se superassero o meno determinante concentrazioni. Questa tecnica appare ormai inadeguata perché le soglie di guardia sono state fissate in linea di principio e nessuno può dire se l’esposizione prolungata a quelle concentrazioni produca comunque effetti nel tempo. Considerare inoltre ogni singola sostanza isolatamente non consente di valutare, come sarebbe necessario, i prodotti delle interazioni di queste molecolare tra loro. L’indagine tossicogenomica e di system toxicology consente invece di avere un quadro chiaro di cosa accade sull’uomo attraverso l’analisi degli aspetti fenotipici, ormonali e dei profili di espressione genica di un modello animale, nel nostro caso il topo, il cui genoma – come è noto – è per il 95% simile al nostro e ha pertanto valore predittivo sull’uomo. Il ciclo vitale dei topi ci consente peraltro di vedere in tempi rapidi anche cosa accade sulle successive generazioni e sulle dinamiche riproduttive». La ricerca condotta su Pustarza ha preso in esame gli organi più sensibili alle aggressioni degli agenti inquinanti come i ricettori, il fegato, i reni, il sistema endocrino e l’apparato riproduttivo. E i risultati indicano che non ci sono anomalie. «Questo è il massimo dell’accertamento scientifico possibile per valutare i rischi ambientali delle discariche – sottolinea Zecchino. Un modello operativo che ora potrà essere esteso per il controllo della sicurezza di tutte le discariche della regione Campania e in tutta Italia. In questa direzione vanno i contatti intercorsi tra Biogem e l’Assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano e altri rappresentanti di enti locali a tutte le latitudini dello Stivale. Il centro di ricerche irpino è già ritenuto dagli esperti la più avanzata struttura specializzata per l’analisi tossicogenomica sul piano nazionale, potendo contare su uno stabulario che può contenere fino a 40.000 organismi murini in condizioni ottimali e definito «eccellente» dal Premio Nobel per la medicina Mario Renato Capecchi che, in una recente lettera a Zecchino, lo ha giudicato addirittura «superiore per concezione» anche a quello a sua disposizione negli Stati Uniti e, certamente tra quelli da lui visitati, «di gran lunga il migliore d’Europa

 

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