Svezia, Norvegia o Germania: le nuove rotte della spazzatura

Offerta dal Nord Europa ma anche da aziende italiane per liberare i carichi dei 7 Stir
29 ottobre 2010 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Il bando è stato chiuso due giorni fa. E a farsi avanti per trasportare e prendersi l’immondizia trattata nei sette Stir (ex Cdr) campani sono state 15 aziende. Dalla Svezia, dalla Norvegia, dalla Germania e dall’Italia. Ma a fare l’offerta più vantaggiosa saranno, c’è da giurarci, sicuramente le ditte del Nord Europa. A breve, quindi, si riparte. S’iniziò nel 2001, nel pieno dell’emergenza rifiuti, con 3800 tonnellate al giorno che diventarono milioni verso gli inceneritori tedeschi o, prima che scoppiasse una crisi diplomatica tra i due Paesi, nelle discariche della Romania. Questa volta però i carichi dovrebbero essere minimi, assicurano da palazzo Santa Lucia, e giusto il necessario per liberare le piazzole dei 7 ex cdr ed evitargli così la paralisi. Anche se il flusso d’immondizia dall’Italia (e non solo dalla Campania) e Oltralpe non si è mai arrestato: 1,5 milioni di tonnellate in media l’anno, con una punta di 2,2 nel 2007 quando in Campania si registrò l’ennesima crisi dei rifiuti. «E anche quest’anno dal nostro Paese, solo per la Germania, partiranno oltre un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti, la maggior parte industriali», spiega il parlamentare leghista e membro della commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gianni Fava. Ma lo stesso, a onor del vero, aggiunge anche: «Continua a fare notizia solo la parte dei rifiuti campani destinati alla Germania e non ci rendiamo conto che quotidianamente una montagna di rifiuti pericolosi, e non, varcano i confini italiani». Il parlamentare del Carroccio è di ritorno proprio dalla Germania dove ha chiuso una missione con la commissione d’inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti. Ed è il paese tedesco il luogo ideale d’approdo per i rifiuti italiani. Con particolare attenzione per l’impianto di Großpösna, in Sassonia, dove negli anni sono arrivati i rifiuti campani che partivano, via treno, dagli scali di Marcianise ed Eboli. Già. E mentre la Campania è alle prese con l’ennesima emergenza e si trova sul groppone oltre 7 milioni di ecoballe accumulate, in Germania c’è il problema opposto. Perché attualmente sono in costruzione 83 nuovi termovalorizzatori e inceneritori: si vanno ad aggiungere ai 67 in funzione che già oggi non lavorano a pieno regime per la scarsità di materia prima. E per sfruttare a pieno regime gli impianti, i gestori importano così i rifiuti da mezzo mondo: perfino dalla Cina e dal Canada. Solo nel 2007 sono state importate così Oltralpe oltre 23 milioni di tonnellate di rifiuti. Ma di prendersi le ecoballe campane non se ne parla proprio: ormai mummificate hanno un potere calorifero di 6mila chilocalorie al chilo, quando i siti ne sopportano poco più di 4mila. Impossibile risolvere la questione per ora a meno che non si trovi (o si costruisca) un impianto che dovrebbe lavorare a pieno regime per 20-25 anni. Non c’è soluzione per ora, se non tombarle. Occorre però risolvere la crisi di questi giorni. A giorni sarà noto l’esito della gara espletata dagli uffici tecnici di palazzo Santa Lucia per trasportare fuori regione o dai confini nazionali l’immondizia prodotta dagli Stir. Problemi ve ne erano già a settembre per i rallentamenti dovuti ai lavori di manutenzione del termovalorizzatore di Acerra, ora quelli causate dalle rivolte di Terzigno. Perché negli Stir, a cominciare da quelli di Giugliano e Tufino, c’è il problema di non saper dove stipare i rifiuti lavorati. E si riparte. Avverte il leghista Fava: «Una scorciatoia per la politica che evita così di prendersi le responsabilità. Mentre le nostre casse languono: perché la ecotassa, sono oltre 15 milioni, per 1,5 milioni di tonnellate, non viene pagata in Italia».

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