L’Asìa: noi obbligati a sversare l’umido a Terzigno

Fortini: dalla struttura-stralcio l'ordine di non passare per gli impianti ex-Cdr
28 ottobre 2010
Fonte: Il Mattino

Che cosa è finito veramente nella discarica di Terzigno? Secondo il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, l’Asia, l’azienda partecipata del comune di Napoli, per risparmiare ci ha portato l’umido e non il materiale stabilizzato. Immediata la replica dell’amministratore delegato dell’azienda, Daniele Fortini che replica a stretto giro: «C’è un ordine della struttura stralcio che ci obbliga a portare l’umido in discarica senza passare dagli stir. E non solo: la Regione il 15 luglio ci ha ordinato di portare 10 mila tonnellate da Lo Uttaro a Terzigno». In discarica finisce tutta la spazzatura raccolta nella Provincia di Napoli ad esclusione di quella che viene lavorata negli stir. Fu deciso così nel maggio del 2008 con il decreto 90 che stabilì le norme per risolvere la cosiddetta emergenza rifiuti. Gli stir, in realtà, furono costruiti per lavorare tutti i rifiuti della Campania e trasformarlo in cdr (combustibile da rifiuti) operazione che non è mai riuscita tanto che lo stesso decreto 90 li declassificò trasfromandoli in impianti di tritovagliatura e stabilizzazione. Il materiale che producono ha un potere calorifico più basso del previsto. Ma in ogni caso ricevono solo una parte dei rifiuti della Campania: quella che finisce al termovalorizzatore di Acerra, circa 1500 tonnellate al giorno. Tutto il resto va in discarica. Ma secondo la struttura di Bertolaso a Terzigno sarebbe finito anche l’umido scartato dalla lavorazione degli impianti, e sarebbe stato proprio questo a puzzare. Per risparmiare, dice Berlusconi. Perché così ci è stato ordinato, replica l’Asia. Il resto alla prosssima puntata.

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