Linea dura: «Via libera alla seconda discarica»

Il Pdl: rispettare la legge. Parte il piano per aprire Cava Vitiello. Stato d'emergenza in caso di disordini
21 ottobre 2010 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Terzigno Avanti tutta con la seconda discarica a Cava Vitiello. Lo hanno deciso i parlamentari campani del Pdl riuniti ieri a Roma dall’onorevole Paolo Russo al quale il partito aveva affidato il compito di cercare una soluzione alla nuova emergenza rifiuti mettendo d’accordo gli amministratori divisi sulle possibili soluzioni alla nuova emergenza. Al termine dell’incontro al quale hanno partecipato anche il governatore Caldoro e l’assessore Romano, un documento diffuso in serata dal l'onorevole Nicola Formichella a nome dell’intero gruppo: «L’unica strada è il rispetto della legge e questa prevede la realizzazione della nuova discarica di Cava Vitiello, una discarica controllata e sicura in grado di garantire la massima tranquillità alle popolazioni residenti migliorando radicalmente la situazione attuale», è scritto nel testo che conferma gli sversamenti a San Tammaro, Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte fino al 26 ottobre. La decisione di aprire Terzigno II ha già avuto una prima, immediata conseguenza. Il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, si è dimesso dal popolo della libertà spiegando: «Non posso essere complice di una scelta così scellerata e grave. Si è fatta una scelta che non tiene conto delle esigenze del territorio solo per negare l’esistenza dell’emergenza rifiuti in Campania». Momenti di tensione si erano vissuti già durante l’audizione dei sindaci di Terzigno e Boscoreale davanti alla commissione ecomafie, quando, lo racconta Langella, i rappresentanti del popolo della libertà avevano lasciato l’aula. Preoccupato, ovviamente, anche il presidente della Provincia Luigi Cesaro che dice: «Le ho provate tutte» e poi chiede la proroga dell’emergenza in maniera da lasciare l’esercito a difesa delle discariche: «Ovviamente - dice - spingeremo anche sul governo affinché venga prorogato il regime transitorio, in un percorso verso l’ordinario che richiede necessariamente l’affiancamento ancora per un anno della protezione civile e dell’esercito». Ovviamente è stato annullato l’incontro previsto per oggi con i sindaci del vesuviano. Dalla riunione romana sono partite anche richieste dirette al governo: deroga al patto di stabilità per i comuni campani; riscossione dei fondi di compensazione; proroga del regime transitorio che consente ai Comuni di fare raccolta e smaltimento; commissariamento senza se e senza ma di tutti i Comuni che non rispettano le quote di differenziata; uno strumento finanziario che consenta agli amministratori di contrarre debiti con ammortamento trentennale; anticipazione alla Regione campania di 100 mila euro a valere sui fondi fas per la realizzazione impianti intermedi; proroga al 31 dicembre 2012 per le società in house dei Comuni dell’obbligo di cedere il 40 per cento dei capitali ai privati per evitare infiltrazioni criminali. Tutti obiettivi da centrare al più presto, se si vuole dare credibilità agli amministratori. «Dobbiamo cancellare una stagione del passato dove si rimpallavano le responsabilità - spiega Paolo Russo - Una classe dirigente deve avere la capacità di scelte amaramente necessarie. Spero che l'opposizione faccia la propria parte che non significa aderire, ma non strumentalizzare una scelta prevista nella norma. In una ventina di giorni partiranno le gare per i termovalorizzatori: si potrà così chiudere la stagione dei buchi dopo buchi. È importante vedere le istituzioni d’accordo su scelte difficili».

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