Consorzio, niente fondi per gli stipendi a Caserta esplode la rabbia dei dipendenti

Sit-in in piazza e slogan contro la Provincia
"Pronti a scioperare"
27 ottobre 2010 - Antinio Pastore
Fonte: Il Mattino

Caserta. La giostra è ricominciata: presidi feroci sotto la sede della Provincia casertana, minacce di occupazione, annunci di scioperi a dispetto degli stop della commissione di garanzia. La crisi del consorzio unico di bacino Napoli-Caserta si avvita sempre di più mentre si avvicina la data fatidica del passaggio di competenze sul ciclo integrale dei rifiuti. Ieri mattina il sit-in a corso Trieste, all’interno del leit motiv degli stipendi non pagati (e a rischio strutturale dato che il Cub non ha più un centesimo in cassa), aveva in più il tema della differenze di comportamento delle due istituzioni provinciali del consorzio. I sindacati autonomi (Rdb, Sindacato azzurro, Uap, Cesuk, Cobas Slai, Fesica-Confsal) sventolavano la lettera con cui il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro faceva sapere che la sua amministrazione avrebbe provveduto a trasferire alla Sapna spa «le somme indispensabili per l’espletamento delle attività di propria competenza, con le quali la predetta società potrà saldare le fatture emesse dal Consorzio unico per un importo di circa 2.250.000,00 euro. Tale cifra - conclude la lettera di Cesaro - contribuirà a corrispondere gli stipendi al personale per il mese di settembre 20120 da parte del Consorzio Unico così come da impegni assunti». La deduzione dei sindacati autonomi è una sola: la Provincia di Napoli ha mantenuto gli impegni, il presidente di quella di Caserta «non sborsa un euro per i suoi 1300 dipendenti e cerca solo di fare accordi con Cgil Cisl, Uil e Fiadel per assumere pochi raccomandati alla Gisec». Pertanto la battaglia «continua contro la Provincia di Caserta chiedendo le immediate dimissioni del presidente della Provincia e dei suoi collaboratori». Al Consorzio, le cui sorti sono rette adesso dal commissario liquidatore Gianfranco Tortorano, allargano le braccia: l’ente ha accumulato, nella sola gestione commissariale 11 milioni di debiti costituiti da ritenute non versate, da tempo il liquidatore ha dichiarato che fino al passaggio di consegne non è in grado di far fronte al pagamento dei salari.

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