«Commissariare i comuni per dare una svolta e sulla differenziata flop si cominci da Napoli»

Lettoeri, leader degli industriali: Napoli in declino e Palazzo Chigi deve occuparsi del ciclo rifiuti
26 ottobre 2010 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

È amareggiato il presidente degli industriali Gianni Lettieri «perché in tutta Italia si gestisce autonomamente il ciclo dei rifiuti mentre a Napoli deve farlo palazzo Chigi?». Poi attacca: «Il vero problema è la differenziata. Si applichi la legge per i comuni inadempienti: commissariarli. A cominciare da Napoli».
Presidente Napoli è di nuovo sui media del mondo.? «Bertolaso ha fatto bene. Ha risolto il problema dopo 15 anni di emergenza, ma la gestione ordinaria compete al territorio. Quando il capo della Protezione civile ci ha affidato, al 31 dicembre, la gestione dei rifiuti, non siamo stati capaci in un anno di fare un passo avanti».
La colpa? «La responsabilità più grande, è ovvio, è del comune di Napoli: differenziata non decollata, non si sono predisposti gli impianti di compostaggio. Insomma, occorre sempre attendere un intervento esterno».
Ma il ciclo dei rifiuti è stato provincializzato. «La crisi è drammatica e le aziende e il territorio soffrono. La Provincia solo recentemente ha preso in carico il problema. Non è neanche un problema della Regione. Lo diciamo da tempo, altrimenti non si spiegherebbe come altre città campane, come Salerno, sono balzate al 65% di differenziata. La verità è che la terza città d’Italia versa in agonia: da Bagnoli al centro storico, non c'è un solo progetto che decolli».
Presidente, torniamo ai rifiuti e alla protesta sul Vesuvio: hanno ragione i rivoltosi? «Gli abitanti di Terzigno hanno ragione, la discarica è stata gestita male, e questo ha provocato problemi che hanno esasperato la popolazione. Ci sono state inefficienze da parte di Asìa, altrimenti non si spiegherebbe come a Chiaiano non si siano avuti questi problemi. Probabilmente sono mancate anche risorse economiche, e qui torniamo a Palazzo San Giacomo, che ha un debito con l’Asìa di 160 milioni di euro. Insomma un Comune di fatto in dissesto. È normale quindi che ci siano problemi di gestione. Problemi essenziali per il territorio non si risolvono ma si è proceduto con tempestività ai rinnovi dei cda delle partecipate, a prescindere dai risultati delle aziende: davvero una bella forma di meritocrazia, mentre sarebbe stato opportuno soprassedere in vista delle imminenti elezioni. Con la nuova emergenza rifiuti gli alberghi, che iniziavano appena a respirare, subiranno una nuova fuga di turisti. Per il ponte dell'Immacolata solo il 22 per cento della camere è prenotato. Oggi ospitiamo Orientagiovani con la Presidente Marcegaglia che viene a Napoli. Il 12 e il 13 novembre avremo presso l'Unione Industriali l'Assemblea dei Parlamentari del Mediterraneo. Noi da un lato ci diamo da fare per rilanciare l'immagine della città e dall'altro vediamo vanificati tutti i nostri sforzi».
Ma allocare sul Vesuvio la più grande discarica d'Europa non è un bel biglietto da visita. «Se fatta bene, una discarica può essere fatta ovunque. In altre città d'Europa non crea disagi e problemi. E' chiaro che bisogna parallelamente procedere con risorse compensative per il territorio. Ma ormai ritengo che non si possa prendere più in considerazione la seconda discarica a Terzigno per i troppi errori commessi».
A queste considerazioni qualcuno le potrebbe rispondere ”Ma cosa hanno fatto gli industriali”? «Guardi, non lo dica neanche. Noi abbiamo cominciato a batterci nel 2004 e nel 2006 avevamo ottenuto l'impegno del sindaco a fare velocemente il termovalorizzatore a Napoli. Accompagnammo l’allora assessore Laudadio a visitare l'Asm di Brescia e il loro impianto. Concordammo di affiancare la società insieme ad Asìa per la realizzazione del termovalorizzatore. Poi il sindaco, probabilmente a causa del veto politico degli alleati, comunicò che non era più necessario fare il l’impianto di Napoli, bastava quello di Acerra. Abbiamo perso 6 anni».
E ora cosa occorre fare? «Applicare la legge, che impone il commissariamento per i comuni inadempienti rispetto alla differenziata, che è precondizione di una buona gestione del ciclo dei rifiuti. Sarà un segnale importante, a partire da Napoli».

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