Veleni nel Volturno, l’ira di Antropoli «Pochi controlli, Demanio assente»

Il Sindaco interviene dopo il rapporto choc del Noe e chiede un patto tra enti locali
25 ottobre 2010 - lor.ca.
Fonte: Il Mattino Caserta

Capua. «Guardi: la verità è che sul Volturno nel corso degli anni si sono succedute diverse responsabilità e varie competenze. Noi oggi paghiamo le insipienze e le colpevoli mancanze degli anni scorsi, atteggiamenti di illegalità e di omertà cristallizzati nel corso degli anni. Dispiace che l’immagine di Capua debba essere macchiata da queste situazioni, ma come sindaco posso dire di aver cercato in tutti i modi di invertire la tendenza». Carmine Antropoli, sindaco di Capua, sta per partire per un convegno medico internazionale portandosi con sé l’ultimo dossier - quello dei Noe anticipato ieri dal Mattino - che punta l’indice sullo scempio che proprio nel tratto urbano della città viene compiuto ai danni del fiume Volturno. Un’indagine quella del Noe - con il contributo dei Nas e dei carabinieri della compagnia di Capua - focalizzata sui circa 4 chilometri del «percorso urbano» del fiume, in cui sono documentati sversamenti abusivi, mini-discariche lungo gli argini, omissioni da parte delle autorità di controllo. Cinque al momento le persone indagate. Sulla vicenda indaga la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere: il rapporto è stato consegnato al pool istituito dal procuratore capo Corrado Lembo, che indaga sui reati ambientali. «Spesso come amministrazione comunale - spiega Antropoli - abbiamo segnalato alla polizia provinciale irregolarità. Pensi, risulta che sugli argini del Volturno siano stati costruiti addirittura edifici del tutto abusivi con annesse discese fin verso il fiume. Come sia potuto accadere tutto questo? Per un motivo vero: non si sa mai quale sia l’autorità sovraordinata cui è damandato il compito di tutelare il fiume - evidenzia il sindaco di Capua - Ecco: soprattutto in passato, sono stati commessi abusi gravissimi anche perché il Demanio non ha mai esercitato alcun controllo. C’è stata, insomma, una ”culpa in vigilando”, da parte di più soggetti istituzionali». Antropoli ha poi posto in evidenza gli interventi adottati dalla sua amministrazione per la tutela dell’ambiente e dell’equilibrio ecologico della zona. E parla di «un milione di euro speso per realizzare l’intera rete fognaria: qui non esisteva nulla e quel poco che c’era si trovava in condizioni fatiscenti e di precarietà assoluta».

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