Cesaro: ha vinto la nostra linea difesi gli interessi della gente

"Finalmente imposto il principio della provincializzazione, ora vanno utilizzati tutti gli impianti"
25 ottobre 2010 - Livio Coppola
Fonte: Il Mattino

Napoli fa da sola. E si tiene stretta il termovalorizzatore. Nel giro di una settimana in Campania si sono quasi invertite le parti nel tormentato gioco sullo smaltimento dei rifiuti, con gli Enti Locali spesso contrapposti, quasi a fare a gara a chi prenda meno spazzatura l'uno dall'altro. La partita oggi sembra volgere in favore della Provincia di Napoli, che in poche ore ha ottenuto almeno due «punti» di vantaggio rispetto a Salerno, Benevento, Caserta e Avellino, che senza remore avevano negato aiuto ai partenopei, chiudendo le loro discariche ai rifiuti vesuviani nel maggior momento di crisi. Terzigno è ferma, e lo resterà per almeno tre giorni, ma intanto, primo punto, la realizzazione di Cava Vitiello è stata congelata, come già voleva da tempo il presidente Luigi Cesaro. Quest'ultimo è il più soddisfatto di tutti dopo il vertice di ieri in Prefettura, anche perché, secondo punto, Napoli per andare incontro alle esigenze di raccolta straordinaria porterà da sola i rifiuti al termovalorizzatore di Acerra, che fino ad ora riceveva anche dalle altre province. Insomma, niente discariche irpine o sannite per i partenopei, niente inceneritore partenopeo per gli irpini o i sanniti. Occhio per occhio, dente per dente. «Io sono soddisfatto perché si è perseguito l'interesse della nostra gente, non il mio - ha detto ieri Cesaro - con Bertolaso, senza il quale oggi saremmo ancora in crisi, c'è convergenza. Entrambi puntiamo ad applicare e rispettare la legge. Su cava Vitiello abbiamo fatto di tutto perchè non fosse necessario aprirla. Il sito resta a disposizione secondo le norme, il nostro obiettivo è che nei fatti si possa fare a meno di metterla in funzione. Tutto qui». Il calcolo operato nelle ultime ore a Napoli è quasi ragionieristico. A metà settimana i paesi vesuviani torneranno a sversare a Terzigno nella Cava Sari, ora in restyling. Per il resto della provincia, capoluogo compreso, basterà lo sversatoio di Chiaiano. E poi Acerra. Lì, nel tanto discusso impianto, vengono bruciate almeno 1500 tonnellate di rifiuti al giorno. Sufficienti per assorbire, salvo imprevisti, tutto ciò che non va nelle discariche. Per risolvere l'equazione ecco però scattare la «vendetta» verso le altre province, che nel termovalorizzatore non potranno bruciare più nulla. «Se dobbiamo attuare la provincializzazione dobbiamo attuarla sul serio - ha esclamato sempre ieri Cesaro - C'era un'emergenza e non ci è stata data collaborazione. A questo punto è nostro dovere utilizzare in toto gli impianti di cui disponiamo in provincia».

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