Il personaggio La protesta del sindaco di Apice davanti alla discarica

Ida, la «pasionaria» bionda che ha bloccato la marcia dei Tir

Ora spiega: ero tanto disperata e piangevo di rabbia che non ho pensato al pericolo che correvo
24 ottobre 2010 - en.mar.
Fonte: Il Mattino

Manifestanti fermano i Tir «Ero talmente disperata che ho anche pianto di rabbia. Ho capito che avendoci rimossi davanti al cancello della discarica, i camion stavano per entrare, e mi sono lanciata davanti a quel Tir». Ida Albanese 52 anni, da venticinque medico, da oltre un anno sindaco di Apice, ricorda quegli attimi drammatici innanzi alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. Tutti hanno notato quella donna bionda, con la fascia tricolore, che defilatasi dagli altri manifestanti e dalle forze dell’ordine, con mossa fulminea, si è portata davanti a un Tir di colore rosso che apriva la fila dei camion che dovevano sversare, e che già in moto si accingeva a muoversi non avendo più ostacoli sulla via. «In quel momento - racconta Ida Albanese - non ho pensato al pericolo. Ho visto che bisognava fare qualcosa che la nostra protesta altrimenti non sortiva effetti. Nella vita senza correre dei rischi non si ottiene nulla». Dopo il suo intervento altri dimostranti sono sopraggiunti e tutti si sono seduti sull’asfalto davanti al Tir impedendo che l’automezzo potesse muoversi. Una impossibilità dunque ad entrare nell’impianto e quindi le decisione di avviare una trattativa in prefettura. Ed anche lì la prima cittadina di Apice è apparsa tra i più determinati. E ieri nella conferenza svoltasi alla Rocca dei Rettori Rita Albanese, ha ottenuto anche applausi appunto per il suo gesto nel momento cruciale della protesta. Ida Albanese è al vertice del Comune di Apice da giugno del 2009, quando ha avuto la meglio con la sua lista civica «Un futuro per Apice» su altre due liste. Ma in precedenza è stata alla presidenza dell’Associazione «Il castello» organizzatrice di una serie di iniziative per rilanciare turismo e attività commerciali nel paese, anche nella parte antica. Sono cosi sorte le notti al Castello, una serie di mercati dell’antiquariato, e altre iniziative. «Faccio la politica - dice il primo cittadino perchè la vedo come un occasione per poter operare nel sociale. Non mi piace puntare sulla demagogia e privilegio la concretezza». E proprio questa suo modo di essere l’ha spinta a non tirarsi indietro, a non limitarsi ad una solidarietà di facciata, a qualche documento con parole più o meno altisonanti, ma di fatto di nessun valore pratico. Non è rimasta nel suo Comune, ma è scesa in piazza. Venerdì mattina nella tarda mattinata, quando la situazione stava per precipitare e le forze dell’ordine, visti vani tutti i tentativi di convincere i dimostranti ad allontanarsi dalla via, si accingevano ad intervenire è giunta anche lei davanti alla discarica. «Sono stata chiamata dal sindaco di Sant’Arcangelo e da altre persone che avevano bisogno di aiuto e non ho avuto incertezze. Operiamo nello steso territorio e quindi c’era la necessità di una mobilitazione di tutte le istituzioni, perchè ritengo che solo con un impegno comune si riesce ad ottenere qualche risultato. E in questo caso se si è ottenuta una vittoria è perchè ci si è impegnati tutti insieme». Un’esperienza nuova non avendo dimestichezza con tale tipo di proteste. «Mi ha colpito che una degli agenti operanti, a cui avevo chiesto se riteneva giusto che si interveniva con la forza per rimuoverci, mi ha detto che avevo ragione». Ma l’impegno non è concluso: «Se non saranno rispettati gli accordi e saranno inviati rifiuti non previsti torneremo a manifestare presso la discarica non è una battaglia che possiamo considerare conclusa». Questa prima cittadina bionda con fascia tricolore, non desiste.

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