Roghi e cassonetti rovesciati è rivolta dalla Ferrovia alla Sanità

Clamorosa protesta di commercianti e residenti. In strada 2400 tonnellate
26 ottobre 2010 - Alessio Fanuzzi
Fonte: Il Mattino

Napoli tra i rifiuti Cumuli, roghi e rivolte. E una speranza, l’auspicio che nei dieci giorni promessi dal premier i rifiuti spariscano dalle strade della città. Qualcosina, in questo senso, già si muove. Appena giunto a Napoli, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha accolto le richieste dell’assessore comunale all’Igiene urbana Paolo Giacomelli e ha dato il via libera al conferimento della spazzatura negli impianti Stir, gli ex Cdr di Tufino e Giugliano. Lì, spiega il presidente dell’Asìa Claudio Cicatiello, sarà possibile sversare complessivamente 1.000, 1.100 tonnellate al giorno. «Considerando che la produzione di rifiuti, in media, è di 1.300 tonnellate al netto della raccolta differenziata - fa due conti il dirigente dell’azienda municipalizzata - e che 700 tonnellate vengono portate nella discarica di Chiaiano, se non subentreranno altri problemi entro una settimana la città tornerà alla normalità». Difficile, impossibile convincere oggi i napoletani, alle prese con montagne di immondizia agli angoli delle strade e vie mai così sporche. I roghi, ormai, non si contano più. Nella notte decine di cumuli sono stati dati alle fiamme al centro e in periferia, impegnando tutte le squadre dei vigili del fuoco e qualche pattuglia dei carabinieri. La colonna di fumo più alta s’è levata in corso Amedeo di Savoia, a due passi dal Museo nazionale. L’incendio, ipotizzano gli inquirenti, sarebbe stato appiccato dai disoccupati organizzati, in azione anche tra via Foria, via Miracoli, corso Umberto e via San Domenico, al Vomero. La tensione, però, resta altissima anche tra i residenti. In corso Garibaldi, tra il terminal della circumvesuviana e Porta Nolana, abitanti e commercianti esasperati hanno rovesciato sulla carreggiata tutti i cassonetti, impedendo di fatto il transito delle auto e costringendo i vigili urbani a chiudere l’accesso alla zona per un paio d’ore. Con inevitabili conseguenze sul traffico cittadino, completamente paralizzato nei pressi della stazione centrale. Blocchi e barricate anche in via Santa Teresa degli Scalzi, alla Sanità, dove gli autobus sono rimasti fermi per un’ora. Alta tensione pure a piazza Carlo III: in tarda serata, è stata incendiata la cabina di un autocompattatore. I cumuli di rifiuti ancora in strada, del resto, sono in aumento. Almeno 2.400 tonnellate, ammette Giacomelli. Tradotto, è l’equivalente di due giorni di immondizia non raccolta. Ma in alcuni quartieri della città la spazzatura non viene raccolta da tre o quattro giorni. A Sant’Anna di Palazzo, ad esempio. Lì, nel cuore dei Quartieri spagnoli, la situazione è ormai insostenibile: intere strade sono sommerse da sacchetti maleodoranti. Scenario simile tra piazza dei Martiri e piazza Vittoria, simbolo del salotto buono trasformato in una discarica all’aperto. Come via Toledo, coperta dalla spazzatura dal Banco di Napoli a piazza Trieste e Trento. Cumuli abbandonati anche in via Marina e in De Gasperi, dove ancora fuma ciò che resta dei roghi della notte. Va un po’ meglio, invece, in via Monteoliveto, in via Sant’Anna dei Lombardi e in via Santa Brigida, dove venti compattatori hanno raccolto 120 tonnellate di spazzatura. E in via San Giacomo, una delle stradine che costeggiano il Municipio, dove l’auto di un portatore di handicap regolarmente parcheggiata sulle strisce gialle e bloccata da giorni, ostaggio della monnezza, è stata finalmente liberata. Pur in uno scenario d’apocalisse, qualcosina si muove. C’è da avere pazienza. E da aspettare. L’importante, chiosa Giacomelli, è non incendiare i rifiuti «perché così facendo si producono danni per l’ambiente e la salute ancora più gravi». La pazienza, però, è agli sgoccioli. Sul piede di guerra ci sono anche i commercianti, che affidano al commissario dell’Ascom provinciale Tullio Nunzi il compito di lanciare l’allarme: «L’immagine della città è sempre più a rischio - spiega il leader dei negozianti napoletani - L’emergenza ci sta portando velocemente verso una tragedia del commercio e lo scarico delle responsabilità da parte delle istituzioni rappresenta l’aspetto più vergognoso».

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