E sul Formicoso ora torna la paura del «grande buco»

Le parole di Guido Bertolaso sulla previsione di due nuovi siti agitano amministratori e cittadini
23 ottobre 2010 - Lidia Salvatore
Fonte: Il Mattino Avellino

Massima allerta sul Formicoso. Pure se «tutelati» dalla legge sulla provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti, amministratori e cittadini della zona seguono con attenzione l'evolversi della situazione di Napoli. L'emergenza che ha nuovamente colpito la città partenopea ha riacceso i riflettori sull'area di Pero Spaccone del Comune di Andretta. Perché, nonostante la Provincia di Avellino sia una realtà virtuosa e stia seguendo alla lettera gli indirizzi di legge, alla prima occasione buona si tira sempre in ballo l'Irpinia e l'area del Formicoso. Dopo il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro, stavolta è il sottosegretario Guido Bertolaso che, pur non menzionandola direttamente, sembra chiamare in causa la possibile localizzazione irpina. Una piccola scintilla - che viene prontamente spenta da palazzo Caracciolo - ma tanto basta ad alimentare nuovamente la tensione. La vertenza ospedali - che pure si sta consumando in queste settimane - ha fatto il resto: la gente scatta appena annusa il timore di un nuovo attacco nei confronti della già disagiata ed emarginata altirpinia. Il riferimento di Bertolaso arriva nel corso della conferenza stampa con il Premier Silvio Berlusconi: «Il termovalorizzatore di Acerra funziona e funzionerà sempre meglio. Ci sono, inoltre, cinque discariche già aperte, che sono ancora in grado di ricevere oltre un milione di tonnellate di rifiuti. Sono previsti dalla legge, poi, altri tre sversatoi, nel napoletano e in altre due province della Campania (oltre ad Andretta, anche località Torrione, Cava Mastroianni, nel casertano, ndr) che saranno aperte in tempo utile prima che le cinque in funzione si esauriscano. Nel frattempo, devono essere costruiti i termovalorizzatori di Salerno e di Napoli». Tanto è bastato per riaccendere i riflettori sull'altopiano del Formicoso, in questo periodo regno della nebbia e del forte vento che anima le centinaia di gigantesche pale di metallo disseminate da Bisaccia ad Andretta e Vallata. Immediata la replica di palazzo Caracciolo. «Per ora siamo tranquilli - spiega il Presidente Cosimo Sibilia - perché la legge sulla provincializzazione affida a noi la gestione del sistema. La discarica di Pustarza consente un’autonomia di 36-48 mesi, che potrebbero aumentare con un incremento della differenziata. L'opposizione all'arrivo dei rifiuti napoletani è stata fatta anche per tutelare il territorio. Ma, questo non vuol dire non essere solidali: a Savignano sversano da settimane numerosi compattatori della provincia di Salerno». Le parole di Bertolaso provocano rabbia e indignazione anche tra gli amministratori locali. «L'uscita dall'emergenza e l'affidamento dei poteri alle amministrazioni provinciali - evidenzia il sindaco di Andretta Angelantonio Caruso - ci fa stare abbastanza tranquilli: palazzo Caracciolo ha presentato un piano industriale puntuale e dettagliato per la gestione del ciclo integrato. Non c'è alcun esigenza di spendere milioni di euro per la realizzazione di una nuova discarica. Tra l'altro questo territorio e l'intera provincia hanno già pagato un prezzo molto caro e vengono continuamente penalizzati, dall'ambiente alla sanità, dalla scuola ai trasporti: è inimmaginabile pensare pure alla realizzazione di uno sversatoio. La nostra contrarietà è massima». Sulla stessa lunghezza d'onda il Vallata, con Francescantonio Zamarra: «Quando c'è un'emergenza, puntualmente si tira in ballo l'alta Irpinia: il Formicoso per i rifiuti, l'ospedale di Bisaccia da chiudere per sanare i conti della sanità, gli uffici postali e le scuole da tagliare. È il momento di dire basta: questo è un territorio dalle enormi potenzialità che vanno valorizzate, non può diventare valvola di sfogo dei problemi dell'area metropolitana».

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