Sibilla blocca Pustarza: no ai rifiuti di Napoli

Ricorso al Tar contro l'ordinanza di Caldoro: "Non pagheremo per le inefficienze di altri"
20 ottobre 2010 - Vincenzo Grasso
Fonte: Il Mattino Avellino

È guerra tra istituzioni per l’emergenza rifiuti del napoletano. Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, firma l’ordinanza «contingibile e urgente» numero 69 di ieri, con la quale si dispone che, a partire da questa mattina e fino alle ore 24 di martedì 26, salvo limitate proroghe, alla discarica di Pustarza devono essere conferite 200 tonnellate di rifiuti al giorno provenienti dal napoletano (altre 200 tonnellate vanno a Sant’Arcangelo Trimonte e 400 a San Tammaro). L’amministrazione provinciale di Avellino replica presentato un ricorso immediato al Tar del Lazio, dopo una dura presa di posizione del presidente Cosimo Sibilia che aveva perfino minacciato di impedire l’accesso ai compattatori diretti in discarica. Si tratta di una istanza immediata che va trattata nell’arco di 24-48 ore. Anche le amministrazioni di Benevento e Caserta si sono opposte. «Chiediamo - spiega il presidente Sibilia - una sospensione immediata di tale provvedimento, che riteniamo ingiusto e penalizzante per le popolazioni interessate. Ma non solo. La decisione è in totale contrasto con il Piano dei rifiuti su cui è fondata la provincializzazione del ciclo di gestione rifiuti, che è stata disposta con legge per far uscire finalmente la Campania dalla lunghissima fase di emergenza e commissariamento. In Irpinia, che per anni ha accolto milioni di tonnellate di immondizia da tutta le regione, la provincializzazione dei rifiuti - per impulso, programmazione e quotidiana attività di quest’amministrazione - è ormai in avanzata fase di esecuzione. Siamo stati i primi a rispettare, si badi, una legge vigente, e non consentiremo che si creino ostacoli lungo questo percorso virtuoso, consapevoli delle tensioni e reazioni sdegnate che già si registrano da parte delle popolazioni». Cominciano a protestare le amministrazioni locali perché dall’ordinanza del governatore non si comprende neanche quali debbano essere i percorsi e gli orari dei mezzi per accedere alla discarica. Così come si mobilitano gli ambientalisti temendo che dopo Pustarza ci possa essere una nuova discarica. «Stiamo mettendo in cantiere - spiega Anselmo La Manna, animatore del circolo ambientalista ”Tutela del Territorio” - una serie di iniziative per bloccare il provvedimento regionale e per far prendere coscienza alla popolazione della beffa subita. A seguito delle proteste precedenti abbiamo subito dei procedimenti giudiziari, pagando di persona. Alla fine ci erano state date delle rassicurazioni sull’utilizzo di Pustarza. Adesso dobbiamo prendere atto di un fallimento che non ci riguarda. Non possiamo che reagire. Il nostro territorio non può essere considerato l’immondizzaio di Napoli». «Ci sono motivazioni serie - spiega l’assessore Gambacorta - per dire no al provvedimento del presidente della Regione, Stefano Caldoro. Pustarza non può essere utilizzata come valvola di sfogo per l’emergenza del napoletano. Per almeno due ragioni. La prima è di natura politica e la seconda tecnica. Come provincia abbiamo già dato tanto, prima con Difesa Grande e adesso con Pustarza. Nonostante ciò si continua a dare solidarietà per le emergenze di altri territori». Per Oreste Ciasullo, sindaco di Savignano, «anche se è cambiato il colore dell’amministrazione regionale, ma non cambia il modo di affrontare e risolvere il problema dell’emergenza rifiuti». «Se a Napoli non si riesce a gestire l’emergenza - spiega Ciasullo - devono intervenire sempre le altre discariche. In questo modo non si fa altro che perpetuare un fallimento. Con l’aggravante che, portando più rifiuti a Pustarza, si mette la provincia in condizione di non poter rispettare più i suoi programmi. Questa circostanza deve rappresentare un campanello di allarme per tutti. Se Pustarza chiude, si presenterà per qualche territorio lo spettro dell’apertura di una nuova discarica. Il Formicoso è avvisato». Profonda indignazione è espressa dalla giunta comunale di Ariano Irpino. «Tale ordinanza - si legge in una delibera approvata con urgenza dall’esecutivo di Antonio Mainiero - ancora una volta, impone al Comune di Savignano Irpino, confinante con il Comune di Ariano Irpino, di ospitare i rifiuti provenienti dal napoletano aggravando le già disagiate condizioni igienico-ambientali delle rispettive collettività da oltre due lustri afflitte dalle stimmate di una sofferenza divenuta intollerabile». Il provvedimento, secondo la giunta di Ariano, potrebbe generare il ripetersi di episodi di intolleranza da parte della popolazione.

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