Caserta, discarica nel parco della Reggia intervengono i carabinieri: area sequestrata

La soprintendenza accusa l'Arpac: " Non ci dà notizie dulle ditte di smaltimento"
7 ottobre 2010 - Mariamichela Formisano
Fonte: Il Mattino

Reggia di Caserta Caserta. I carabinieri del Noe (il nucleo operativo ecologico) sono arrivati ieri mattina alla Reggia di Caserta per verificare lo stato della discarica di rifiuti speciali scoperta nel Parco vanvitelliano e sottoposta a sequestro giudiziario nell’aprile del 2009. L’intervento è scattato su input della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nella stessa giornata in cui il Mattino dava voce all’indignazione del popolo di Facebook che da giorni commentava le foto scattate alla discarica da un visitatore presente alla Reggia il 12 settembre scorso, e cliccate da centinaia di utenti iscritti al social network. «Plaudo all’azione di legalità promossa dal giornale – ha commentato il procuratore Corrado Lembo – perché, insieme alle azioni poste in essere dalle istituzioni pubbliche, ci aiuta ad individuare situazioni penalmente rilevanti, suscettibili di controllo sul piano investigativo e giudiziario». Il controllo è scattato subito, e ieri mattina i carabinieri del Noe di Caserta, guidati dal capitano Leonardo Mandaro, hanno chiesto alla soprintendenza di visionare i fascicoli relativi al caso, per verificare i motivi per cui lo scempio segnalato almeno un anno fa non fosse stato ancora rimosso. «Già nell’inverno scorso – precisano dalla soprintendenza – a pochi mesi dall’insediamento del nuovo soprintendente, sollecitammo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania (Arpac) affinché ci fornisse l’elenco delle ditte autorizzate alla rimozione di quel tipo di rifiuto. Ad oggi non è pervenuta alcuna risposta ai nostri uffici, anche se l’ultimo sollecito inoltrato è datato 28 luglio 2010». Di fatto oggi l’unica novità è che il nastro posto nel 2009 a delimitare la zona sequestrata si cela tra la vegetazione e, in parte, avvolge il tronco di un albero. I rifiuti, definiti dal Noe come speciali e non pericolosi, sono quelli rinvenuti nel 2009 dal Corpo forestale, tra cui la carcassa di una motozappa e la parte che ne conteneva la ruota di scorta. «Questi rifiuti – ha dichiarato il capitano Mandaro – fanno parte di un sequestro su cui è in corso l’attività della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il sopralluogo effettuato dal Noe in base alla segnalazione del Mattino, ha interessato l’intera area del Parco vanvitelliano, dove abbiamo riscontrato una situazione che può definirsi buona. Non è stato riscontrato, infatti, nulla di anormale dal punto di vista della gestione dei rifiuti solidi urbani». E sulla opportunità di considerare normale che una zona sottoposta a sequestro giudiziario nel 2009 stia ancora lì, e che oggi non appaia più come tale vista la quasi totale assenza dei nastri delimitativi, come normale debbano essere considerati i rifiuti sparsi tra aiuole e vasche, risponde il procuratore Lembo: «Le verifiche che effettueremo nei prossimi giorni chiariranno se le procedure sul caso discarica sono state eseguite da chi ne aveva competenza, anche se già oggi posso affermare che la soprintendente Paola David ha attivato le procedure di sua competenza già lo scorso inverno, a pochi mesi dal suo insediamento». E poi sottolinea: «La politica che perseguiamo da anni in tutti i settori della pubblica amministrazione è quella del controllo dei controllori. È lì che occorre concentrarsi a tutela del bene comune».

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