I dubbi dei comitati: il premier dica no alla discarica

"Non vogliamo soldi ma una bonifica del Parco del Vesuvio". Sindaci divisi, i cittadini tornano in corteo
7 ottobre 2010 - f.gr.
Fonte: Il Mattino

Terzigno. Le dichiarazioni di Berlusconi arrivano dalle parti del Parco Vesuvio proprio mentre i comitati stanno organizzando l’ennesima assemblea in piazza Pace, a Boscoreale. Franco Matrone, uno dei promotori, è caustico: «Non capiamo di cosa parli il premier. Se si riferisce ai fondi per la compensazione, ha sbagliato strada: a noi interessa che non si faccia la discarica». Il presidente del Consiglio ha spiegato di aspettare «il via libera da Tremonti sui fondi necessari per affrontare il problema, poi mi recherò in Campania per incontrare il primo cittadino di Terzigno e gli altri sindaci per riportare alla tranquillità una popolazione in grande sofferenza. Con il ministro dell’Economia dobbiamo solo decidere il quantum». Parole che poco piacciono ai cittadini e fanno scatenare i politici del centrosinistra. Il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, lancia l’allarme: «In questo modo si alza il livello della tensione. Le cose si fanno, non si annunciano. Se dovessero verificarsi altri scontri sarà tutta colpa di dichiarazioni come queste». E Francesco Paolo Oreste, consigliere comunale del Pd a Boscoreale, aggiunge: «Sembra quasi che il problema sia quello dei fondi per il ristoro economico ai Comuni o quello di attivare gli inibitori della puzza. Se Berlusconi lo pensa davvero, non ha capito che qui c’è un territorio che soffre. Non abbiamo bisogno dei soldi, ma di un’azione di bonifica reale e della garanzia che non venga aperta la seconda discarica». Il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, ci va cauto: «Intanto, mi fa piacere che il presidente del Consiglio si sia reso conto dei disagi che vivono le nostre popolazioni. Se ciò è avvenuto, è stato grazie alle proteste dei cittadini, all’azione del Comune di Boscoreale e all’interessamento del sindaco di Terzigno». Quanto al giudizio sulle parole del premier, Langella spiega: «Aspettiamo Berlusconi qui, ma soprattutto aspettiamo di sapere se recepirà le nostre istanze. Noi ci stiamo battendo per la bonifica della Sari e per scongiurare l’apertura di cava Vitiello, tutto il resto non ci interessa». Neppure un eventuale arrivo di soldi? «No. Ho già detto che non voglio un euro. Se dovessero arrivare li manderò indietro, la nostra battaglia non punta a fare arrivare denaro nelle casse del Comune ma a far chiudere le discariche». L’altro sindaco del Pdl, Domenico Auricchio di Terzigno, è invece decisamente soddisfatto: «Berlusconi ha confermato quello che mi aveva promesso: verrà a Terzigno e ci aiuterà a risolvere il problema». E su cava Vitiello si spinge anche a fare un’ipotesi molto ottimistica: «Non aprirà. C’è ragione di credere che la seconda discarica non si farà. Ora dobbiamo concentrarci sulla bonifica della prima». Ma la gente del posto non demorde e continua a manifestare. Ieri sera, dopo l’assemblea in piazza Pace, c’è stato un nuovo corteo verso la rotonda di via Panoramica, teatro degli scontri con le forze dell’ordine nei giorni passati. Venerdì un gruppo di cittadini vuole bruciare le schede elettorali e stamattina alle 10 la commissione regionale sulle ecomafie, presieduta da Antonio Amato, effettuerà un sopralluogo sull’impianto

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