Il vescovo: politici irresponsabili no allo sversatoio

Sferzata di Monsignor Liberati durante la supplica
Le mamme vulcaniche: la Madonna salvi i nostri figli
4 ottobre 2010 - Susy Malafronte
Fonte: Il Mattino

Le ┬źmamme vulcaniche┬╗ sedute in prima fila durante la Supplica alla Madonna di Pompei Pompei. «Qualche volta quelli che avete votato, che ci stanno a capo non interpretrano a fondo le esigenze della popolazione. Fate più attenzione la prossima volta». La scudisciata del vescovo Carlo Liberati è arrivata al termine della Supplica per la Madonna del rosario celebrata ieri a Pompei. Il senso delle sue parole è chiaro: i politici hanno tradito con le loro selte la fiducia riposta in loro dai cittadini. Parole durissime con le quali il presule si è fatto portavoce dell’opposizione delle popolazioni contrarie all’apertura della discarica di cava Vitiello a Terzigno. Una chiara discesa in campo. Un messaggio di vicinanza rivolto, in particolare alle 500 «mamme vulcaniche» ed ai comitati antidiscarica schierati tra i cinqunatamula fedeli che hanno asistito alla cerimonia religiosa. «Vi ringrazio - ha detto Liberati - per la vostra fede, il vostro silenzio, la vostra educazione». E suggellando la prossimità alle popolazioni, lui marchigiano di origini, ha sottolineato: «Dicono che qualche volta noi meridionali non siamo educati. Non è vero, e anche oggi lo abbiamo dimostrato». E ancora rivolgendosi a quelle madri di famiglia, il presuile le ha così elogiate: «Sono venute a piedi a pregare, con umiltà ed educazione, dalle sei. Sono mamme che non vogliono vedere avvelenare i loro figli, l'aria e la terra». Poi rilancia il suo no alla discarica: «Cinque anni fa - ha detto il presule - ho denunciato i veleni che i rifiuti dei paesi vesuviani disperdevano nell'aria. Nessuno mi ha ascoltato. Anche l'aria di Pompei inizia ad essere ammorbata. Spero che, almeno, le preghiere di queste mamme siano ascoltate». Con le loro magliette nere in segno di lutto con scritte anti-discarica, le mamme sono parite dai loro paesi in pellegrinaggio all’alba per ribadire la gravità della decisione che potrebbe penalizzare l’area del Parco del Vesuvio. «Unisciti a noi - hanno scritto le mamme nel volantino distribuito ai fedeli presenti alla Supplica - tu non li senti ancora, ma i veleni della discarica avanzano inesorabilmente verso di te. Dall'aria e dal suolo ti raggiungeranno e sarà troppo tardi per rimediare». Le mamme si sono schierate in prima fila per assistere alla celebrazione della Supplica. Il loro ingresso donne nell'aerea riservata, sul sagrato del piazzale, è avvenuto in maniera pacifica, recitando preghiere e inni alla Beata Vergine del Santissimo Rosario. In campo anche le istituzioni locali. «Siamo venuti a Pompei - ha dichiarato il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella - per invocare, nei limiti del possibile, un miracolo: che l’aiuto della Madonna impedisca il disastro ambientale che sarebbe rappresentato dall'apertura di una seconda discarica a Terzigno». Langella ha poi incontrato il suo collega di Pompei Claudio D'Alessio che ha ribadito l'impegno della sua amministrazione a sostegno dei colleghi impegnati nella lotta contro la discarica. «Siamo fermamente al fianco dei sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno - ha detto D'Alessio - Dopo aver votato contro la realizzazione di una seconda discarica nel consiglio comunale, riunitosi in maniera straordinaria lo scorso venerdì, andremo avanti». Tra i cinquantamila fedeli, presenti alla Supplica, la preghiera delle «mamme vulcaniche» ha toccato i cuori dei pellegrini giunti da ogni parte d'Italia: «Alla Madonna del Rosario, dolce mamma di tutti noi, affidiamo la nostra preghiera che parte dal cuore di mamme preoccupate per la salute dei loro figli, e a Lei affidiamo le nostre pene». Il Rosario è stato il protagonista dell'omelia del Cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, che ha presieduto la Santa Messa e la Supplica. La presenza massiccia delle forze dell'ordine ha contribuito allo svolgimento «sereno della funzione religiosa», ha voluto precisare l'arcivescovo Carlo Liberati.

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